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Zecchino d’Oro, che storia!

La 60esima edizione dello Zecchino d'Oro è alle porte. Ma ricordate l'inizio di questa avventura? Conosciuto come il Festival di Sanremo dei piccoli, lo Zecchino d’Oro è entrato, fin dagli esordi, nei primi anni Sessanta, nel patrimonio culturale italiano che ha accompagnato generazioni di bambini. La manifestazione, battezzata nel 1959 da Cino Tortorella, meglio noto come…

La 60esima edizione dello Zecchino d’Oro è alle porte. Ma ricordate l’inizio di questa avventura?

Conosciuto come il Festival di Sanremo dei piccoli, lo Zecchino d’Oro è entrato, fin dagli esordi, nei primi anni Sessanta, nel patrimonio culturale italiano che ha accompagnato generazioni di bambini. La manifestazione, battezzata nel 1959 da Cino Tortorella, meglio noto come Zurlì, il mago del giovedì,  è presto diventato un evento che, poco dopo, è diventato un appuntamento televisivo imperdibile.

Ecco alcune delle tappe storiche dei primi vent’anni dello Zecchino d’Oro.

credits: zecchinodoro.org

1959

È l’anno ufficiale di nascita dello Zecchino d’Oro. Per un caso singolare ma senza dubbio significativo, la rassegna di canzoni per bambini per antonomasia vede la luce nello stesso anno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite promulga la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, un documento di importanza fondamentale, la prima “costituente” dei bambini di tutto il mondo. Nella finale del terzo pomeriggio – un giovedì di fine settembre – vince Quartetto, brano con il quale viene staccato dall’albero del campo dei miracoli il primo zecchino d’oro.

1960

La seconda edizione dello Zecchino d’Oro è decisa e organizzata sull’onda dell’inatteso successo della prima, i cui indici di ascolto e di gradimento raggiungono picchi elevatissimi. È questo l’anno della prima apparizione di un personaggio che sarebbe rimasto nel cuore dei ragazzi di un ‘intera generazione. Richetto, il bambino birichino e ripetente, interpretato da Peppino Mazzullo, diventerà un vero e proprio tormentone e la spalla del Mago Zurlì (alias Cino Tortorella) per tanti Zecchini d’Oro. Vince la gara la canzone Fiaba, interpretata da Attilio Martignoni.

1961

Nell’anno in cui si compie il centenario dell’unità d’Italia, lo Zecchino d’Oro approda all’Antoniano di Bologna. Nelle precedenti due edizioni, infatti, la manifestazione canora si svolge rispettivamente nel Teatro dell’Arte di Milano e nella Sala Cicogna della Fiera, sempre a Milano. Ma il 1961 è anche l’anno in cui viene affidato il compito di insegnare le canzoni ai bimbi dello Zecchino d’Oro a una donna dall’animo e dai modi straordinariamente gentili. L’indimenticata Mariele Ventre avrebbe poi dedicato tutta la sua vita a questo lavoro, fino al 16 dicembre 1995, giorno in cui sublimò nell’Empireo celeste per dirigere il coro dei cherubini.

1962

Per una serie di contingenze di varia natura, l’Antoniano decide di anticipare la quarta edizione del concorso all’aprile del 1962. È il primo zecchino d’Oro di primavera. Nella stessa edizione si decide, inoltre, di dare all’esecuzione di tutte le canzoni il dinamismo e l’arricchimento di una parte corale. Nasce, così, il Coretto, composto da sette bambini provenienti da diverse regioni d’Italia. Intanto, la popolarità dello Zecchino d’Oro è sempre maggiore, come testimonia anche l’aumento vertiginoso delle canzoni inviate alla commissione selezionatrice, salite a 216. Curiosamente, anche al Festival di Sanremo quell’anno fu mandato lo stesso numero di brani musicali.

1963

Nasce il Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna, grazie al contributo di alcuni bambini di Bologna che, avendo partecipato alle prime edizioni dello Zecchino d’Oro, restano legati all’Antoniano e a Mariele Ventre. Dodici le canzoni in gara nella quinta edizione. A spuntarla in finale, con 148 punti, è il brano Non lo faccio più, interpretato da Gianfranco Tonello, uno “scricciolo” che sarebbe successivamente diventato proprio uno dei pilastri del Piccolo Coro, assieme ad alcuni altri bambini che parteciparono a quell’edizione.

1964

La sesta, è l’unica edizione dello zecchino d’Oro andata in onda in differita. In effetti quell’anno, causa una serie di scioperi indetti dal personale RAI, si deve anticipare l’orario degli spettacoli, che furono registrati tutti e tre qualche ora prima della messa in onda. Curiosità: il 1964 fu anche l’anno dei gemelli: Anna e Paola Todeschini del Coretto; Bruno e Paolo Chicca, interpreti del brano I numeri. Il pulcino ballerino, canzone vincitrice di questa edizione – interpretata da Viviana Stucchi – detiene, invece, un record importante: è il disco singolo dello zecchino d’Oro di cui si sono vendute il maggior numero di copie

1965

In occasione dello Zecchino d’Oro del 1965, svoltosi dal 19 al 21 di marzo, i bambini che compongono la giuria della gara passano da 15 a 16, in modo da avere la quota esatta del cinquanta per cento tra maschi e femmine. Questa è anche la prima volta in cui la rassegna di canzoni per bambini non si svolge all’interno del cinema-teatro dell’Antoniano, bensì nel nuovo studio televisivo, dove trionfa la celeberrima Dagli una spinta, interpretata dal piccolo Carlo Alberto Travaglino.

1966

L’ottavo Zecchino d’Oro rappresenta un’edizione record dal punto di vista delle canzoni arrivate alle selezioni: sono ben 527. Arrivano da ogni parte d’Italia ma anche dalla Francia, dalla Svizzera, dalla Jugoslavia e da Malta. Per la prima volta nella storia, vince la preziosa moneta simbolo della manifestazione una canzone eseguita non da un bambino solista, bensì da una coppia di piccoli interpreti, Sandra Violet e Federico Frosoni, i “fratelli del Far West”. Altro primato: nella votazione finale la canzone vincitrice ottiene il punteggio pieno (160) dato che tutti e sedici i giurati le assegnano un dieci.

1967

Lo Zecchino d’Oro n.9 deve fare in conti con l’influenza. Molti dei piccoli interpreti, infatti, dopo aver imparato le canzoni, durante la fase delle incisioni discografiche si ammalano. Fortunatamente, però, i malanni svaniscono in tempo per la diretta televisiva e lo spettacolo può procedere regolarmente. La cronaca della gara vede la vittoria di Popoff. L’interprete della canzone, Valter Brugiolo, 5 anni, caschetto biondo e pantaloni alla zuava marroni, sarebbe diventato, senza volerlo, il bambino simbolo dello Zecchino Oro.

1968

Lo Zecchino d’Oro compie 10 anni. Filippo Corradi Cervi, per l’occasione, inventa una imponente scenografia che ricrea un negozio pieno di giocattoli giganteschi, il sogno di ogni bambino. Due le mattatrici di questa decima edizione: Barbara Ferigo, l’interprete di Quarantaquattro gatti, che alla fine risulterà la canzone vincitrice, e Cristina D’avena, 3 anni appena, la cui celeberrima canzone Il valzer del moscerino giunge terza. Quest’ultima, dopo lo Zecchino, sarebbe poi rimasta all’Antoniano, come componente del Piccolo Coro, fino all’età di dodici anni

1969

Per la prima volta nella storia dello Zecchino d’Oro si trasmette in Eurovisione. Lo spettacolo è seguito, in diretta e in differita, da circa 150 milioni di spettatori in tutto il mondo, un record di audience superato, in quell’anno, soltanto dalla sbarco lunare degli astronauti statunitensi Armstrong e Aldrin nel corso della missione “Apollo 11”. Il brano Volevo un gatto nero, interpretato da Vincenza Pastorelli, nella traduzione giapponese Tango del gatto nero, raggiunge una popolarità mondiale mai eguagliata da nessun’altra canzone dello Zecchino d’Oro. Solo nel regno nipponico vende alcuni milioni di dischi.

1970

Cino Tortorella, che al termine della precedente edizione aveva dichiarato: “L’anno prossimo il Mago Zurlì non ci sarà più”, si presenta regolarmente al via del 12° Zecchino d’Oro, il 17 marzo, convinto a rimandare la propria decisione dal coro di proteste che si levano da tutta Italia. Vince la gara la canzone La nave Gelsomina Dirindirindina, eseguita dal ravennate Stefano Romanelli e dalla romana Antonella Baldini. In occasione della consegna del Premio Andersen, lo scrittore Gianni Rodari esprime il suo apprezzamento per lo Zecchino con commenti entusiastici rivolti ai bambini e a Mariele Ventre.

1971

Lo Zecchino d’Oro del 1971 si contraddistingue per la scelta della coralità. In conseguenza di alcune sterili polemiche legate al presunto “incoraggiamento al divismo infantile” che lo Zecchino fomenterebbe, viene superata la nozione di interprete della canzone come protagonista e si afferma il concetto di gioco-spettacolo corale. Il caffè della Peppina (interpreti Marina D’Amici e Simonetta Gruppioni) è la celebre canzone, ispirata a un vecchio canto popolare italiano, che si aggiudica la tredicesima edizione della rassegna canora.

1972

Vince la quattordicesima edizione dello Zecchino d’Oro il brano Tre scozzesi, interpretato da Marco Ferri, Cesare Francalanci e Gabriele Gatti, mentre ad aggiudicarsi il premio speciale per il miglior testo è Cik e Ciak, scritto da Misselvia (Elvia Figliuolo). Il 1972 segna anche un episodio importante nella storia del Piccolo Coro dell’Antoniano, con la visita al Presidente della Repubblica Giovanni Leone e il concerto nel Salone dei Corazzieri del Quirinale, il 22 dicembre.

1973

Con grande rammarico di milioni di telespettatori, la RAI decide di trasmettere per televisione solo l’ultimo dei tre tradizionali appuntamenti dello Zecchino d’Oro. Continuano, tuttavia, ad essere trasmesse in radiofonia tutte e tre le giornate. Inoltre, a partire da quest’anno, i bambini cantano su base, cioè su arrangiamento realizzato precedentemente su nastro, e non più con l’ausilio dell’orchestra. Sorpresa al via dello spettacolo: dopo quattordici anni, Cino Tortorella sveste i panni di Mago Zurlì; manca all’appello pure Richetto. Tante le lettere di protesta dei genitori ma ai bambini lo Zecchino continua a piacere lo stesso.

1974

Il sedicesimo Zecchino d’Oro è un’edizione di grande successo: alto il livello artistico e grande il favore del pubblico. Due brani in particolare, Cocco e Drilli, vincitore della rassegna canora, e Ciribiricoccola, giunto al secondo posto, entrano nella classifica internazionale di Hit Parade. Tra le curiosità, il “no” della commissione selezionatrice dell’Antoniano di Bologna alla canzone Ma che ridere, scritta da Ludovico Peregrini, l’inflessibile “Signor No” del Rischiatutto, il popolarissimo programma RAI condotto da Mike Bongiorno. È la dura legge del contrappasso…

1975

Quest’anno la scenografia dello Zecchino d’Oro, frutto della fantasia di Carla Cortesi, ricrea un ufficio gigantesco. I bambini del Piccolo Coro cantano collocati all’interno di una grande macchina da scrivere, della quale sembravano i tasti. La regia, invece, per il quarto anno consecutivo è affidata a Eugenio Giacobino. Per quanto riguarda la cronaca della gara, la spunta la canzone La figlia del re di Bastiglia, scritta da Sessa Vitali, Softly, Valle e interpretata dai piccoli Sandro Bianchi e Jole dalla Riva.

1976

La diciottesima tappa dell’avventura dello Zecchino d’Oro segna una svolta importante. La festa della canzone per bambini, pur mantenendo la sua struttura di fondo, diventa un evento internazionale oltre che uno strumento di promozione per le attività dell’Unicef. Le canzoni vengono portate da 12 a 14, metà italiane e metà straniere.

1977

Quest’anno si svolge la prima edizione televisiva a colori dello Zecchino d’Oro. Gennaro Palumbo, l’interprete della canzone vincitrice I pescatori del Canada, giunge a Bologna in seguito alla sua vittoria nello Zecchino d’Oro-Canada, un festival di canzoni per l’infanzia organizzato dalla comunità italo-canadese a Hamilton, nell’Ontario. Ospite d’onore della serata finale l’attore Kabir Bedi, all’epoca volto notissimo della televisione, grazie all’interpretazione del personaggio salgariano Sandokan nell’omonimo sceneggiato trasmesso dalla RAI.

1978

Il 21° Zecchino d’Oro è vinto dalla canzone Cecki! Cecki!…Aih!, eseguita da Ágnes Szab?, una bimba ungherese di 6 anni. Nel corso della serata finale, un gruppo di sette bambini legge un significativo messaggio dell’Unicef in esperanto, italiano, inglese, ungherese, portoghese, indiano e spagnolo, che recita così: “A tutti i bambini del mio paese dico: aiutiamo l’Unicef perché l’Unicef in tutto il mondo aiuta i bambini meno fortunati di noi”.

1979

L’ONU proclama il 1979 “Anno internazionale del bambino“. Nel bando di concorso, gli autori delle canzoni italiane sono invitati a trattare i temi della Dichiarazione dei Diritti del Bambino. Nel corso della manifestazione, alla direttrice del Piccolo Coro Mariele Ventre è attribuito dal settimanale Sorrisi e canzoni tv il “Telegatto”. Ecco la motivazione incisa sulla base dell’ambito trofeo: “A Mariele, che ha fatto del Piccolo Coro una realtà mondiale”. Lo Zecchino d’Oro viene, invece, assegnato al brano Un bambino, interpretato da Daniela Migliarini.

 

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