Vittime e delitti, un nuovo noir di Maria Masella

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Un nuovo delitto ambientato a Genova: è il secondo episodio della serie dedicata a Teresa Maritano, personaggio nata dalla penna di Maria Masella, edito da Fratelli Frilli. Dopo il ciclo di libri dedicati al commissario di polizia Antonio Mariani, è la volta di una protagonista donna. Teresa Maritano ha ottenuto l’affido di Paola, ha riorganizzato la sua vita e ha assunto Sara, una giovane studentessa, per aiutarla nel bar e con la bambina. Avrebbe la vita tranquilla che desidera da anni, ma ritorna il commissario Marco Ardini.

La copertina del libro

A Borgo Incrociati, poco lontano dal bar, è stato ucciso un falegname restauratore, Remo Valsi. Teresa non vuole essere coinvolta, ancora una volta, in un’indagine su un omicidio, ma Ardini la minaccia di farle togliere l’affido di Paola se non lo aiuterà a scoprire la provenienza di un mobiletto che ha visto sul luogo del delitto. È un’indagine che lui non riesce ad affrontare, perché quel mobiletto gli ha risvegliato ricordi del periodo in cui è stato imprigionato e seviziato da bambino. Gli è bastato rivederlo per perdere la lucidità e sprofondare nel buco nero del passato. No, non cerca Teresa per l’omicidio di Valsi, caso che considera già risolto, ma per qualcosa di molto più importante: il mistero della sua prigionia.

Teresa è costretta ad accettare per non perdere Paola e per aiutare Ardini a liberarsi dai suoi fantasmi. Ma l’omicidio di Remo Valsi, che sembrava così semplice, diventa all’improvviso più complesso intrecciandosi con un’indagine che Ardini sta portando avanti da mesi in segreto.

Come nasce il personaggio di Teresa Maritano? Cosa ha in comune con Antonio Mariani? 

Il personaggio di Teresa Maritano è nato per raccontare una storia (Nessun ricordo muore) che non poteva trovare “casa” nel ciclo Mariani. Antonio avrebbe affrontato il caso in modo diverso e quindi sarebbe stata una storia diversa da quella che avevo in mente. Perché l’io narrante è Maritano e non Ardini? Perché lui non è in grado di esprimere quello che ha dentro di sé.

Cosa hanno in comune Maritano e Mariani?

L’incapacità di lasciar perdere: se cominciano a porsi un problema, non hanno pace fin quando non vedono una soluzione. In questo mi assomigliano.

Mariani e Maritano sono destinati a incontrarsi? 

No, vivono nella stessa città, negli stessi anni. Ma in due piani diversi. Una curiosità. Il bar di Teresa Maritano esiste davvero, in piazza Manzoni. In uno dei romanzi Mariani (non ricordo in quale), Antonio entra in quel bar a prendere uno dei suoi tanti caffè. Ma dietro il bancone non c’è Teresa.

Maria Masella

Come ha scelto le zone di Genova dove ambientare le loro vite? 

Zone che conosco? Sì. Zone giuste per la storia? Sì. Ma, spesso, è la storia a chiedere quel particolare luogo. E, per me, Genova non è soltanto il centro storico, ma va da Nervi a Voltri, sale in Val Polcevera e in Val Bisagno, si arrampica a Bavari e ad Apparizione.

Qual è il momento ideale della giornata per scrivere? 

Scrivo quando ho tempo, non ho un momento ideale. Mi capita, però, un fatto strano: se sono in caccia di un’idea per una nuova storia oppure ho un dubbio su quella che sto scrivendo, la risposta arriva di solito alle due di notte. Sto dormendo, mi sveglio e la soluzione è lì, chiara. Non dipende dall’ora in cui mi sono coricata, ma forse dal fatto che, per anni, mi svegliavo alle due e scrivevo fino alle quattro, poi mi rimettevo a dormire fino alle sei, quando mi alzavo e andavo al lavoro. Raramente scrivo più di due o tre ore al giorno.

Ha una routine irrinunciabile prima di mettersi davanti alla tastiera? 

Fumo una sigaretta e bevo un bicchiere d’acqua, ma sono gesti che faccio spesso. Accendo il pc, cerco la cartella giusto, apro il file, leggo l’ultima riga e scrivo. Ma se è un romanzo, diciamo una storia di almeno duecento pagine, comincio a scriverla di lunedì. Abitudine di quando lavoravo ancora e all’inizio della settimana avevo un’idea abbastanza precisa degli impegni. I primi giorni devo avere una ragionevole sicurezza di poter lavorare le mie due ore, senza tante interruzioni. Dopo la prima settimana ho meno problemi: ho mezz’ora libera? Scrivo per mezz’ora.

A quando il prossimo romance? 

Sto lavorando a un romance contemporaneo. I romance storici ambientati in Italia sono sempre meno amati dalle lettrici che prediligono ambientazioni straniere.

Qual è il genere che preferisce scrivere? 

Come dico spesso, esistono soltanto romanzi scritti bene e romanzi scritti male: la distinzione in “generi” è una convenzione. Supponiamo che non lo sia? Mi piace scrivere noir. Perché? In nessun genere come nel noir sono in primo piano i moventi delle azioni dei personaggi. Ed è quello che mi interessa di più. Non soltanto a Maria Masella scrittrice, ma a Maria Masella persona.

Cosa legge Maria Masella? 

Se scrivo noir, non posso leggerne. Se scrivo romance, non posso leggerne. Unica preclusione. Leggo volentieri i classici, li rileggo spesso. I miei amori? Fenoglio, Pavese, Morante, Tolstoj, Jane Austen, Conrad, Stendhal, Brecht, Böll… Rileggo spesso l’Edipo Re. Mi piace leggere, rileggere mi piace ancora di più.

Ci sarà un Maritano 3? Quella con Ardini sarà un happy ending?

Se Maritano 2 piacerà, scriverò Maritano 3: l’idea c’è. Happy ending? Non lo so. E cosa è l’happy ending per due persone come Teresa e Marco?

Lei non ha sempre fatto la scrittrice. Quando ha deciso di dedicarsi esclusivamente ai libri? Cosa le ha fatto decidere di “cambiare professione”?

Devo chiarire che non ho “cambiato professione”: sono del 1948, ho cominciato a insegnare nel 1972, nel 2005 ho raggiunto l’età della pensione avendo riscattato i quattro anni di laurea. Scrivevo da prima: ho cominciato a pubblicare nel 1986. Per anni ho pubblicato racconti e romanzi a puntate in riviste.

Quali sono le tre regole a suo parere fondamentali per chi volesse cimentarsi nella scrittura di un romanzo? 

Conoscere le regole della lingua, anche se si ha intenzione di violarle. Costruire una storia coerente, anche se è fantasy o fantascienza. Scrivere soltanto se si ha qualcosa da dire: questa è la più importante. Nota: scrivere è faticoso, bisogna mettere in conto il mal di schiena, i problemi agli occhi, la tensione quando la storia non funziona… Quindi ha senso farlo se piace e se si ha qualcosa da dire.

Maria Masella è nata a Genova. Ha partecipato varie volte al Mystfest di Cattolica ed è stata premiata in due edizioni (1987 e 1988). Ha pubblicato una raccolta di racconti – Non son chi fui – con Solfanelli e un’altra – Trappole – con la Clessidra. Sempre con la Clessidra è uscito nel 1999 il romanzo poliziesco Per sapere la verità. La Giuria del XXVIII Premio “Gran Giallo Città di Cattolica” (edizione 2001) ha segnalato un suo racconto La parabola dei ciechi, inserito successivamente nell’antologia Liguria in giallo e nero (Fratelli Frilli Editori, 2006). Ha scritto articoli e racconti sulla rivista “Marea”. Per Fratelli Frilli Editori ha pubblicato Morte a domicilio (2002), Il dubbio (2004), La segreta causa (2005), Il cartomante di via Venti (2005), Giorni contati (2006), Mariani. Il caso cuorenero (2006), Io so. L’enigma di Mariani (2007), Primo (2008), Ultima chiamata per Mariani (2009), Mariani e il caso irrisolto (2010), Recita per Mariani (2011), Per sapere la verità (2012), Celtique (2012, terzo classificato al Premio Azzeccagarbugli 2013), Mariani allo specchio (2013), Mariani e le mezze verità (2014), Mariani e le porte chiuse (2015), Testimone. Sette indagini per Antonio Mariani (2016), Mariani e il peso della colpa (2016), Mariani e la cagna (2017) e Nessun ricordo muore (2017), con protagonista la coppia Teresa Maritano e Marco Ardini. Per Corbaccio ha pubblicato Belle sceme! (2009). Per Rizzoli, nella collana youfeel, sono usciti Il cliente (2014), La preda (2014) e Il tesoro del melograno (2016). Morte a domicilio e Il dubbio sono stati pubblicati in Germania dalla Goldmann. Nel 2015 le è stato conferito il premio “La Vie en Rose”. 2018, terza classificata alla prima edizione del Premio EWWA.

Chiara Franceschi

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