Il Vino italiano alla conquista dell’America

Gli Americani, quando acquistano vino, optano per quello italiano. L’Italia, infatti è il primo fornitore di vino negli Stati Uniti. Primato che riguarda sia il vino italiano, sia lo spumante, superando addirittura la Francia, il competitor numero uno in materia enologica.

Alla base di questi dati, però, sta il fatto che il mercato statunitense poco conosce della produzione vitivinicola italiana, ha poche o quasi nulle conoscenze del territorio di produzione e ancora meno delle tipologie di vino italiano. Ragion per cui le caratteristiche di raffinatezza, eleganza ed esclusività, che invece vengono associate alla produzione vinicola francese vengono a mancare. Esempio è dato dal prezzo di vendita dei vini: 10,5 euro al litro per quelli Francesi e 5 per quelli nostrani.

Le imprese del settore e l’Ice, agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, sono partite da questi presupposti per delineare il nuovo piano promozionale sul vino negli Usa.
Attraverso il “Tavolo del Vino”, riunitosi al Ministero dello Sviluppo Economico, il presidente di Unione Italiana Vini, Antonio Rallo, insieme a Ivan Scalfarotto, sottosegretario, e i vertici dell’Ice Michele Scavannini, Presidente, e Piergiorgio Borgogelli, Direttore Generale, hanno nominato ufficialmente il gruppo di lavoro di imprenditori vitivinicoli che affiancherà l’Ice a New York nella stesura del progetto di promozione. Enrico Viglierchio, general manager di Castello Banfi, Francesa Planeta, titolare dell’azienda agricolaa Planeta e Antonio Rallo.

Un piano importante per le risorse economiche destinate (20 milioni di euro per i prossimi 3 anni) e per la modalità attraverso la quale le attività sono state progettate. Scopo di questo progetto è anche quello di creare maggiori sinergie tra pubblico e privato a livello di investimenti. Le istituzioni pubbliche sono chiamate a finanziare attività di formazione e comunicazione del sistema “vino italiano”, mentre alle imprese spetta la responsabilità di promozione del prodotto tramite degustazioni, presentazioni e fiere che li vedano coinvolti.

La comunicazione si rivolgerà in particolar modo ai baby boomers, mercato attuale di consumo di vino di qualità, e al futuro mercato: i millenials. La missione sarà quella di portare l’Italian style anche a tavola, anzi nel bicchiere.

(Redazione)

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