Da qualche giorno imperversa la polemica più cruda nei confronti delle parole pronunciate da Letizia Moratti, nuova assessora al Welfare della Regione Lombardia. Durante una riunione dei capigruppo del Consiglio Regionale, Moratti ha parlato dei criteri per decidere la distribuzione del vaccino anti-Covid tra le Regioni italiane. Oltre alla mobilità regionale, la densità abitativa e l’essere o meno una delle zone più colpite, la nuova assessora ha nominato anche il valore del PIL (prodotto interno lordo). Moratti ha detto anche di aver scritto al commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri una lettera contenente le richieste della Lombardia. Tra cui la suddetta.

PIL e vaccino: le reazioni alle parole di Letizia Moratti

Letizia Moratti sembrerebbe così aver messo in relazione l’accesso al vaccino con la ricchezza prodotta da una Regione. E non a caso è proprio la Lombardia a contribuire in maniera più significativa al prodotto interno lordo del Paese.

Dopo questa presa di posizione, le reazioni non si sono fatte attendere. Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha espresso stupore a “credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti a dati economici”, invitando Letizia Moratti a fare marcia indietro.

Più cauto ma ugualmente contrario è stato Roberto Speranza, che ha twittato sulla vicenda senza fare nomi, ma ribadendo che in Italia la salute è un bene pubblico garantito dalla Costituzione.

Laura Boldrini ha parlato di “discriminazione insopportabile” mentre c’è anche chi ha fatto ironia come Marco Cappato:

Cosa è successo alla fine? 

La lettera che Letizia Moratti ha mandato al commissario straordinario Arcuri con le richieste della Regione Lombardia in merito all’approvvigionamento dei vaccini non contiene alcun riferimento al PIL. Sono nominati “prevalenza e incidenza elevate del virus”, “elevata urbanizzazione”, “mobilità intra ed extra regionale”. Non manca però il riferimento all’economia della Lombardia: Moratti infatti parla del “dinamismo economico” lombardo che, stando alle sue parole, va preservato in quanto motore trainante del Paese.

 

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