Vaccino anti Covid-19, a fine aprile comincia la sperimentazione sull’uomo

Lo ha dichiarato anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità: solo un vaccino potrà interrompere definitivamente la trasmissione del coronavirus. Anche perché stando agli ultimi dati, gli stessi guariti dal Covid-19 possono contare su di un immunizzazione limitata nel tempo (circa un anno). Per questi motivi, la corsa a trovare un vaccino efficace è partita e coinvolge diversi istituti medico scientifici sparsi per il mondo. Uno di questi è l’azienda italiana Advent IRBM di Pomezia che ha recentemente stipulato un accordo con lo Jenner Institute della Oxford University (UK) per quanto riguarda la sperimentazione di un vaccino anti Covid-19 già a fine aprile. I test saranno condotti in Inghilterra e coinvolgeranno 550 volontari sani.

La Corsa al vaccino anti covid-19

Normalmente i tempi medi per arrivare ad immettere un vaccino sul mercato sono di 2-3 anni. Tuttavia, vista l’entità dell’emergenza e l’esigenza di arrivare quanto prima ad una soluzione sicura ed efficace, l’azienda di Pomezia ha deciso di”passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull’uomo ritenendo – ha spiegato l’amministratore delegato Pietro Di Lorenzo – sufficientemente testata la non tossicità e l’efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio ottenuti e definiti particolarmente buoni”. Se tutto dovesse andare per il meglio e il vaccino dovesse funzionare, potrebbe già essere disponibile in modalità d’uso compassionevole per agenti delle forze dell’ordine e personale sanitario, ma sarà necessario molto più tempo perché possa essere disponibile su larga scala per la popolazione. Cosa significa uso compassionevole? Quando non ci sono alternative terapeutiche e un paziente è affetto da una malattia grave, i medici possono assumersi la responsabilità dell’ “uso compassionevole” di farmaci sperimentali al di fuori degli studi clinici. Ricerca di fondi Attualmente è in fase finale la trattativa per trovare un finanziamento con un pool di investitori internazionali e vari governi interessati a velocizzare ulteriormente lo sviluppo e la produzione industriale del vaccino. Per il momento, la Advent IRBM di Pomezia sta predisponendo i report scientifici da inviare, come da procedure, all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Lo studio italo britannico non è il solo

Quello italo-britannico non è comunque l’unico prototipo di vaccino in corsa. Sono infatti cominciati, e hanno dato primi risultati positivi, i test preclinici di cinque candidati vaccini italiani contro il coronavirus condotti dall’azienda Takis.In totale, sono oltre 50 i progetti allo studio nel mondo per arrivare ad un immunizzazione efficace contro il coronavirus e riportarci tutti alla vita di prima.

Andrea Carozzi

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