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Utopia in Liguria: Varese Ligure

Varese Ligure, un laboratorio ideale per studiare le cause della longevità

In una casa di mattoni e legno poco fuori da centro del paese, Laura con una tisana di erbe e frutta secca, tutti ingredienti prodotti da lei e conservati secondo metodi tradizionali. ‘Vivo coi prodotti della mia terra, frutta, verdure, cereali. Ho un piccolo laboratorio sul retro della casa in cui produco diversi tipi di miele. Coltivo ancora la terra come un secolo fa’, dice. ‘E per quello che non so c’è il mio vicino di casa, che ha quasi cent’anni e mi trasmette tutte le sue conoscenze’.Laura e il suo vicino non sono casi isolati a Varese Ligure, tutt’altro.

Questo quieto borgo medioevale dell’alta Val di Vara, in provincia della Spezia, è infatti diventato celebre per due motivi: la sua economia, totalmente fondata sull’agricoltura biologica, il turismo sostenibile, la produzione di energia pulita; e la singolare longevità dei suoi abitanti.

Su una popolazione di meno di 2300 persone. Gli ultracentenari sono ben otto: una quota più che doppia rispetto alla media nazionale. E sono più di 40 i varesini che hanno superato la novantina.

‘La longevità è un tratto complesso: i fattori che determinano sono molteplici, dal patrimonio genetico, all’ambiente, all’alimentazione, al puro e semplice caso’, spiega il professor Claudio Franceschini, coordinatore del Laboratorio di Immulogia dell’Università di Bologna. ‘Varese Ligure potrebbe essere un laboratorio ideale per studiare come interagiscono questi fattori’.

Franceschini è il promotore del progetto Geha (Genetics of Healthy Aging), una ricerca sull’invecchiamento che coinvolge 12 Paesi Europei. A Varese l’equipe di Geha ha raccolto i dati di cinque coppie di fratelli di più di 90 anni, sottoponendoli a esami e analisi cliniche, e intervistandoli sul loro passato e il loro stile di vita. ‘Sono tutti lavoratori manuali, soprattutto contadini’, racconta Laura Celani, una delle ricercatrici coinvolte nel progetto. ‘In generale non si spiegano perché abbiano vissuto così a lungo; dicono: ‘Ho sempre lavorato, ho faticato tanto..’.

Gli esami prevedevano anche semplici prove di efficienza fisica. ‘Una signora di 100 anni ha accettato di buon grado, ma aveva un solo dubbio: che scoprissero che era in buona salute e le levassero la pensione’, ride Maurizio Caranza, ex primo cittadino, oggi vicesindaco e assessore all’ambiente di Varese. Caranza, artefice della ‘svolta verde’! del paese, non attende i risultati della ricerca (che non saranno disponibili prima di cinque anni) per esprimere la sua opinione: è convinto che l’ambiente di Varese Ligure faccia bene alla salute. ‘Abbiamo ben 21 acquedotti che portano nelle case acqua del tutto priva di cloro. Sono in funzione due depuratori fognari (a Milano non ce n’era neanche uno). Non ci sono industrie inquinanti. Produciamo pochi rifiuti (350 chili annui a testa, contro i 500 della media nazionale) e naturalmente abbiamo la raccolta differenziata. E produciamo energia pulita per il triplo del nostro fabbisogno, grazie ai pannelli solari, a una piccola centrale idroelettrica e a due pale eoliche , che presto diventeranno quattro’.

Varese è stato il primo Comune europeo ad aver chiesto e ottenuto ben due certificazioni internazionali (Iso 14001 ed Emas) che attestano la qualità dell’ambiente e dei servizi pubblici, accettando un monitoraggio periodico da parte di società esterne.

Un’isola felice? Forse. Sicuramente è anche un affare. La cittadina ha puntato tutto su una agricoltura e allevamento biologico: 160 ettari, il95 per cento del territorio agricolo comunale, sono dedicate a queste attività.

Risultato: le due cooperative agricole hanno moltiplicato il fatturato, e in paese sono nati 140 nuovi posti di lavoro. La fama delle carni, del formaggio e dell’olio di Varese – tutti dotati di bollino di qualità – ha oltrepassato i confini regionali: ‘Durante la crisi della mucca pazza’, racconta Caranza, ‘venivano qui da Milano, e persino dalla Germania, per comprare la carne delle mucche allevate nei propri pascoli’. E anche gli ecoturisti cominciano ad apprezzare la bellezza dell’Appennino ligure.

Così, quello che sembrava un paese destinato a un malinconico declino comincia a frenare l’emorragia che in mezzo secolo ha più che dimezzato la popolazione. E’ tornata qualche famiglia di emigrati, altre sono fuggite dalla città per stabilirsi qui. Sperando, forse, che sia l’ambiente di Varese a far diventare centenari.

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