Usa, nella campagna 2020 vince chi parla meno

Trump vuole i bagni di folla, Biden gli appuntamenti virtuali

Mentre Donald Trump è partito con la campagna che più preferisce, quella fatta di bagni di folla (il primo a Tulsa però è stato un mezzo flop), Biden continua a “volare basso”, confinato dalla pandemia e facendo il minimo di uscite esterne.

Nonostante ciò i sondaggi, da quelli della CNN, a quelli di NPR, da Fox News a Real Clear Politics, regalano al vicepresidente dell’epoca Obama un vantaggio tra i 10 e i 15 punti. Il distacco tra i due avversari è il maggiore dall’inizio dell’anno e dall’inizio della pandemia che ha cambiato le carte in tavola. La crisi sanitaria, la sua gestione, la depressione economica e le proteste antirazziali hanno regalato a Biden, al momento, un vantaggio insperato.

Nel 2016 il risultato inaspettato della vittoria di Trump mise sotto accusa i sondaggi dell’epoca. Infatti il vantaggio di Hillary Clinton si mantenne inalterato fino alla fine con il risultato a sorpresa che la vide perdente nonostante tre milioni di voti in più. Ma il particolare conteggio dei voti favorì Trump che vinse in Stati decisivi come Wisconsin, Pennsylvania e Michigan.

Oggi il sistema elettorale è il medesimo ma il clima è molto diverso. Secondo Real Clear Politics, nello stesso periodo del 2016 il distacco tra la Clinton e Trump era minore, a giugno di soli sei punti, mentre ora il distacco con Biden è di circa 15 punti. Pure negli stessi Stati che fecero vincere Trump Biden è in vantaggio, solo in Ohio è in svantaggio.

Molti osservatori credono che questa situazione sia dovuta alla fortissima esposizione di Trump su accadimenti complessi come Coronavirus e caduta dell’economia rispetto al “volo radente” di Biden senza alcuna presa di posizione decisiva e quindi senza errori. Quando le elezioni si avvicineranno e i confronti saranno serrati e a vis à vis gli elettori potranno decidere tra un Trump, sicuramente forte nei dibattiti e sicuro, e un Biden molto meno brillante e facile “alle papere”.

Uno degli ultimi sondaggi, quello di New York Times e Sienna College, dà a Biden 14 punti di vantaggio con favore recuperato tra gli afroamericani, tra le giovani donne e gli ispanici. Sempre secondo il sondaggio il Presidente sarebbe in vantaggio, di un solo punto, solo sull’elettorato bianco.

La storia insegna che normalmente i Presidenti in carica vincono le elezioni, ma questi non sono tempi normali e l’America sta vivendo un periodo critico come mai prima d’ora. Le preoccupazioni per gli americani non sono solo di tipo sanitario ma pure di tipo economico, come peraltro in tutti i Paesi del mondo.

Ma in aggiunta qui le paure e il forte disagio hanno fatto emergere un altro grande nervo scoperto del Paese, quello del razzismo. Le proteste sono esplose a macchia d’olio. Tutto questo potrebbe fare la differenza in un elezione contro un Presidente che non ha mai brillato per interesse nei confronti di afro e ispanici (a parte i ricchi cubani di Miami). Non ha gestito, sempre secondo i sondaggi, in maniera sufficiente, la crisi da Covid-19 e non può più fregiarsi di essere il leader di un’economia che va a gonfie vele.

I suoi leit motiv “Law and Order” e soprattutto “MAGA” (Make America Great Again) adesso suonano un po’ stonati.

Comunque la campagna è partita. Da una parte un Trump alla ricerca dei bagni di folla e ostinatamente contrario ad usare la maschera protettiva in alcuna parte e dall’altra con un Biden, con la maschera nera incollata al volto, che ha già comunicato di voler portare avanti una campagna dove la maggior parte degli eventi saranno virtuali.

Certo è che mai come quest’anno la parola “imprevedibile” sarà protagonista fino al 3 novembre.

Daniele Rosa

 

 

 

 

 

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