Una Pasqua inusuale di riflessione

Credo che questa Pasqua ce la ricorderemo per molto tempo a venire.

“Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi ” ci ha sempre visti  optare, quando il tempo lo permetteva, tra una giornata passata sui prati o, per i più fortunati, nelle seconde case al mare.

Non sarà così quest’anno. Staremo a casa com’è giusto che sia e ancora per un po’ di tempo.

Tempo che potrebbe essere buttato via lamentandoci, oppure tempo del quale potremmo godere recuperando tutte quelle cose che avevamo lasciato andare, perché non avevamo, appunto, tempo… scusate il bisticcio di parole… ma credo che dobbiamo cominciare a lanciare, metaforicamente, un’occhiata al di là del tunnel.

È vero che è ancora troppo presto per tirare un sospiro di sollievo. Sono ancora troppe le persone infettate e i morti. È pur vero però, e questo noi lo sappiamo bene, che anche le notti più buie non durano in eterno e che dobbiamo prepararci per quando usciremo di nuovo. Non ho detto per il ritorno alla normalità, per quella ci vorrà ancora un po’ più di tempo.

Avete sicuramente visto dai video pubblicati sui social, alcuni cambiamenti che sono avvenuti proprio a causa del rallentamento delle attività umane. La natura e gli animali si sono riappropriati degli spazi verdi nelle città. Delfini che sfiorano le banchine dei porti e animali di cui si erano perse le tracce che ritornano sui nostri tetti. Meno rumori nelle città e il ritorno ad una solidarietà tra vicini  dello stesso stabile inusuale per i tempi frenetici a cui siamo abituati.

Per fortuna le tecnologie digitali ci vengono in aiuto. Mai in questo momento poter avere un collegamento Skype per parlare e soprattutto vedere i nostri figli ci fa sentire meno soli. Gli strumenti sono stati messi a disposizione anche per i pazienti ricoverati in ospedale e gli anziani nella RSA. Internet ci permette di fare la spesa ed averla a domicilio e i supermercati sono disponibili quando noi decidiamo di uscire, possibilmente non tutti i giorni. Queste cose che noi consideriamo scontate, ci devono far riflettere. Per i più anziani di noi il ricordo va ai tempi bui del dopo guerra dove tutto questo non c’era. Ecco perché un giusto e sano ottimismo va sempre preservato. Esso ci permetterà di salvaguardare la salute di cui avremo bisogno nel nuovo periodo che stiamo per affrontare.

Tutto bene? Certo che no! Ancora molta strada è da percorrere per salvare oltre la salute  l’economia e il lavoro e infine  il ritorno a quella stabilità a cui tutti aneliamo.  La Pasqua alle porte ci ricorda il messaggio della speranza che non deve spegnersi mai e il messaggio del Papa nella sua San Pietro deserta “nessuno si salva da solo” ci da la forza di sostenerci l’un l’altro in questa lunga ed estenuante battaglia.

Daniela Ameri
Direttrice Altraetà

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