Un farmaco ricavato da un’alga per contrastare l’Alzheimer

L’Alzheimer è una patologia che colpisce circa 48 milioni di persone in tutto il mondo. Il dato è, purtroppo, destinato a salire nei prossimi decenni, in quanto l’aumento dei malati è collegato a l’allungarsi delle aspettative di vita della popolazione.

GV-971, il farmaco cinese che contrasta il morbo

La ricerca sta facendo dei passi in avanti per contrastare i sintomi e l’insorgere della patologia, ma essendo una malattia multifattoriale, la scoperta di una cura definitiva non sembra, a oggi, dietro l’angolo. Un ulteriore tassello nella lotta contro il morbo arriva dalla Cina, dove si sta attualmente sperimentando un nuovo farmaco, il GV-971. Il suo principio attivo è stato estratto da un’alga bruna e sembra in grado di influenzare e regolare le colonie batteriche intestinali che se alterate velocizzano la comparsa dei tipici sintomi della malattia. Il farmaco è il frutto di 22 anni di ricerca ed è stato approvato dalla National Medical Products Administration dopo uno studio clinico di fase 3 (momento della ricerca in cui un farmaco viene reputato efficace e sicuro) condotto su 1.199 persone lungo un periodo di 36 settimane. Durante la sperimentazione è emerso che il GV-971 induce un miglioramento cognitivo solido e coerente in pazienti con Alzheimer lieve e moderato.

Come agisce il farmaco

Nelle fasi di messa a punto del GV-971, il team di ricercatori dello Shanghai Institute of Materia Medica Accademia cinese delle Scienze, ha osservato che durante la progressione dell’Alzheimer si verifica un’alterazione della composizione di alcuni microbiotici intestinali, che porta all’accumulo periferico di fenilalanina e isoleucina; due amminoacidi che stimolano la proliferazione di cellule proinfiammatorie Th1. Una volta giunte nel cervello, le cellule proinfiammatorie Th1 contribuiscono alla neuroinfiammazione associata al morbo. Il principio attivo del farmaco blocca lo squilibrio dei batteri intestinali e l’accumulo di fenilalanina e isoleucina, attenuando di molto la neuroinfiammazione e invertendo il deterioramento cognitivo.

La cautela della comunità scientifica

Nonostante i risultati raggiunti, la comunità scientifica internazionale ha dichiarato che è ancora prematuro vedere nel GV-971 un vero farmaco anti Alzheimer. Le motivazioni di questa cautela sono da ricercare nel fatto che la sperimentazione ufficiale sull’uomo è appena iniziata ed è ancora troppo presto per valutare se il trattamento risulti efficace sul lungo periodo senza che dia origine a effetti collaterali.

Andrea Carozzi

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