Turismo, ripartiamo dall’Italia

Punta San Vigilio sul Lago di Garda, Verona

Tra i settori più colpiti dall’emergenza Coronavirus c’è il turismo che, fermo da inizio marzo per le misure restrittive, ha visto il blocco progressivo di tutte le attività.

Gli attori del comparto turistico italiano che fino a poco tempo fa ci permettevano di scoprire il Belpaese e di viaggiare oltre confine ora sono inevitabilmente in ginocchio. Un grosso danno economico per il paese, se si pensa che il settore rappresenta più del 13% del PIL nazionale.

Ed è per queste ragioni che tour operator, agenzie di viaggi e organizzatori di eventi si fanno capofila della filiera e lanciano il Manifesto per il Turismo Italiano.
Un appello alle istituzioni, a tutti coloro che vivono di turismo e agli italiani per salvare uno dei pilastri della nostra economia, della società, della cultura del Paese.

A lanciare l’allarme per dar voce all’intera filiera e ai consumatori sono le associazioni ASTOI Confindustria Viaggi (che rappresenta il 90% del tour operating in Italia), FTO (che raccoglie il mondo della distribuzione turistica con network e agenzie indipendenti e altri segmenti del settore) e importanti operatori del comparto: Alpitour World, Gruppo Gattinoni, Robintur Travel Group, Alidays, Bluserena, Costa Crociere, Futura Vacanze, Giver Viaggi e Crociere, Idee per Viaggiare,  Viaggi del Mappamondo, Naar, Nicolaus-Valtur, Ota Viaggi, Quality Group, TH Resorts, Trinity Viaggi Studio, Uvet, Veratour.

Questi soggetti sono i promotori del Manifesto per il Turismo Italiano, con l’hashtag #ripartiamodallitalia, che chiama a raccolta le istituzioni, tutti coloro che vivono di turismo e quanti, anche da semplici cittadini e viaggiatori, vogliono esprimere il proprio sostegno e far ripartire nel prossimo futuro quello che è, insieme, un settore economico fondamentale per il Paese.

Un appello che fa molto riflettere, così come la desolazione di queste settimane nel vedere le nostre meravigliose città italiane vuote e silenziose. Private della linfa vitale del turismo che muove la cultura e le tradizioni del nostro Paese.

Nel lanciare l’appello attraverso una petizione online, le associazioni elencano 5 richieste concrete che riportiamo qui:

1. Il turismo è l’orgoglio dell’Italia

Viviamo nel Paese più bello del mondo, con una ricchezza artistica e culturale senza eguali. Una storia avvincente e la cucina più amata, dove la grande varietà di paesaggi si unisce alle bellezze naturali. Il turismo rappresenta più del 13% del PIL nazionale! Oggi più che mai, dobbiamo proteggere questa ricchezza, fonte di un orgoglio italiano così legato alla nostra storia. Il turismo non è solo strategico per il nostro Paese, è anche nutrimento per l’anima. Sosteniamolo e sarà tra i contributi più grandi che noi Italiani potremo dare alla nostra Nazione, per farla ripartire.

2. Sosteniamo le imprese del turismo

Il settore turistico italiano svolge un’attività fondamentale per il nostro Paese perché porta sia tutti noi, per piacere o per affari, sia i turisti stranieri, a scoprire il nostro territorio e il mondo. A questo settore se ne collegano tanti altri: dalla ristorazione alla cultura, ai locali di divertimento, dai trasporti ai servizi di guide museali e turistiche, solo per citarne una piccolissima parte.
Un valore di ben oltre 232 miliardi che oggi è in grandissimo pericolo.

3. Ripartiamo dall’Italia: turismo di qualità

Nei mesi e negli anni a venire si potrà tornare a viaggiare in Italia e nel mondo e si dovrà farlo necessariamente in modo sicuro.
Le imprese del settore vogliono assumersi il compito e la responsabilità di tutelare i viaggi in Italia e dall’Italia, valorizzare la filiera del turismo, per contribuire al rilancio del Paese, fare in modo che le persone si spostino nella massima sicurezza e aiutare le aziende di tutti i settori a operare e farsi conoscere nel mondo.

4. Agiamo subito: salviamo il turismo

Il turismo, nel suo significato più ampio, è una struttura fortemente connessa. Il totale blocco dell’attività potrebbe durare per diversi mesi e la ripresa sarà lenta e lunga, senza considerare gli enormi costi sostenuti fino ad oggi. Occorre un sostegno immediato alle aziende del turismo di questo settore che hanno resistito fino a ora al blocco delle attività dovuto al coronavirus e che, altrimenti, potrebbero non farcela a sopravvivere nei prossimi mesi, causando un effetto a catena sull’occupazione nel settore e conseguentemente sull’economia italiana.

5. L’appello al Governo e l’Europa

I firmatari, i promotori e i sostenitori del Manifesto per il Turismo italiano chiedono dunque al Governo azioni forti tra cui la costituzione di un fondo straordinario di sostegno al mancato reddito per tutte le imprese del settore turismo organizzato.

Clicca qui per leggere la versione integrale del Manifesto per il turismo italiano
Clicca qui per firmare la petizione online

Birgitta Muhr

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