Turismo, Gianni Berrino membro del Comitato permanente del Mibact

Gianni Berrino, Assessore al turismo Regione Liguria

L’assessore regionale al turismo della Liguria Gianni Berrino è stato nominato membro del Comitato permanente di promozione del turismo in Italia presso il Mibact in qualità di rappresentante delle Regioni. Uno degli obiettivi del Comitato sarà la stesura del quinquennale Piano strategico di sviluppo del turismo in Italia che principalmente dovrà operare con accordi di programma con le regioni e le autonomie locali per lo sviluppo del prodotto turistico sui territori.

Abbiamo incontrato l’Assessore Berrino per fare il punto della situazione “turismo”.

Quali sono le prospettive per quest’estate funestata dal coronavirus per la Liguria?

È sbagliato parlare di estate ‘funestata’ perché speriamo che così non sia. Sarà un’estate transitoria in cui ci auguriamo che la filiera turistica riesca a sopportare il duro colpo delle conseguenze di questa crisi che l’ha colpita per prima che la vedrà uscirne per ultima.

Come Liguria abbiamo messo in atto molti strumenti, anche di aiuto, per poter permettere alle imprese della filiera turistica di aprire l’attività e di essere operative. Abbiamo discusso molto, anche a livello di linee guida, per la riapertura e ci aspettiamo di essere premiati in primis dai turisti cosiddetti ‘di prossimità’ cioè quelli che vivono nel raggio di 400 chilometri dalla Liguria: mi riferisco ai piemontesi, ai lombardi, ai valdostani, a parte degli emiliani e anche ai turisti del Sud-Est della Francia che sono affezionati e che speriamo tornino da noi una volta riaperte le frontiere.

Siamo consapevoli che purtroppo sarà un’estate assolutamente non soddisfacente dal punto di vista dei numeri degli arrivi e delle presenze: l’obiettivo sarà sopravvivere in attesa del rilancio pieno che spero avvenga già dall’inverno e dalla successiva estate del 2021.

Resta comunque viva la speranza che già quest’estate possa essere libera dal virus e che possa portare tanti turisti a divertirsi sulle nostre bellissime spiagge, nei nostri incantevoli borghi e sulle nostre splendide montagne.

Quale contributo strategico pensa di portare al Comitato permanente di promozione del turismo?

Si tratta di un riconoscimento personale ma ritengo che sia anche un punto importante per Regione Liguria che così ha un suo rappresentante in un comitato di indirizzo certo e permanente, istituito nel 2014, in cui si dibattono moltissimi temi riguardanti il turismo soprattutto in prospettiva futura per l’utilizzo delle strutture pubbliche e anche altri aspetti determinanti per una strategia del settore.

Nel Comitato mi impegnerò affinché in Italia si abbia una strategia turistica a 360° perché è giusto ricordare che il 13% del Pil italiano è creato dal turismo: una parte importante della nostra economia anche dal punto di vista occupazionale.

Per il rilancio del comparto in futuro, una volta usciti da questa crisi dovuta al Covid, c’è bisogno quindi di una strategia sia nel breve che nel lungo termine. L’esperienza fatta sul territorio ligure, unitamente alla mia passione per la nostra terra, penso che saranno utili per la realizzazione di questo obiettivo.

Quale, a suo avviso, la ricetta per la ripresa del turismo nazionale?

Dopo questa crisi dovuta al Covid, chiaramente la strategia per il turismo a livello nazionale è completamente cambiata.

Abbiamo più problemi di altre nazioni perché siamo stati da più parti additati come gli untori d’Europa, cosa ovviamente non vera. Pertanto nell’immediato bisognerà fare un grande lavoro per dimostrare che l’Italia è un luogo sicuro dal punto di vista sanitario: dovremo quindi promuoverne le tante diversità che ne fanno un’unità fantastica da visitare e che danno l’opportunità di venire più volte in vacanza nel nostro Paese con la possibilità di vedere sempre cose diverse e di scoprire profumi e sapori sempre nuovi.

Abbiamo un immenso patrimonio culturale, enogastronomico, siamo italiani e viviamo nella più bella nazione del mondo: è questo il messaggio che dobbiamo trasmettere agli stranieri per convincerli nuovamente che in Italia si possono passare vacanze serene e soprattutto semplici da vivere.

Per il lungo termine è necessaria una strategia di trasporti che renda più agevole e meno costoso il venire e il muoversi in Italia. Mi riferisco ad un maggiore sfruttamento delle rete degli aeroporti minori e all’alta velocità ferroviaria che deve raggiungere un numero maggiore di località di quanto non faccia ora.

Chiara Franceschi

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