Troppo sale nella dieta aumenta il rischio Alzheimer

Troppo sale nella dieta può favorire l’insorgere della demenza poiché influenza la proteina tau, collegata all’Alzheimer. A mettere in guardia sul tema, indagando i motivi del meccanismo, è stato uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature. L’indagine è stata portata avanti da un team di ricercatori della Weill Cornell Medicine di New York. In uno studio precedente del 2018, gli specialisti dell’istituto americano avevano già avuto modo di notare come mangiare cibi troppo salati provocasse un repentino declino cognitivo nei topi da laboratorio.

Il ruolo della proteina Tau nell’Alzheimer

Con questo nuovo studio i ricercatori hanno voluto puntare l’attenzione sulla proteina tau, la quale fornisce la struttura per l’impalcatura dei neuroni, detta citoscheletro. Quest’ultima aiuta a trasportare sostanze nutritive per il cervello. “Se la tau diventa instabile e fuoriesce dal citoscheletro può provocare dei problemi di natura cognitiva”, hanno dichiarato i ricercatori sulle pagine della rivista scientifica. Una volta fuoriuscita dal citoscheletro, infatti, la proteina può accumularsi nel cervello causando diverse patologie di demenza. Tra cui il morbo di Alzheimer.

Il sale influenza la proteina tau

Ma in che modo troppo sale nella dieta favorisce l’insorgere dell’Alzheimer? I ricercatori, a seguito del precedente studio, si sono chiesti perché e come il sale influenzasse l’insorgenza di demenza. Inizialmente, hanno ipotizzato che questa associazione fosse dovuta al ruolo che il sale ha nell’irrigidimento delle pareti vascolari, che diminuisce l’afflusso di sangue alle cellule cerebrali. Per scoprire quale sia l’importanza della tau nella demenza, i ricercatori hanno somministrato ai topi una dieta ricca di sale e limitato il flusso sanguigno al cervello con un anticorpo specifico. Nonostante il flusso sanguigno limitato, i ricercatori hanno osservato un’attività cognitiva regolare nei roditori.

Questo ha dimostrato che ciò che realmente influisce sull’insorgenza della demenza è la tau e non la mancanza di flusso sanguigno”, hanno concluso gli specialisti. E il sale a sua volta influisce sull’instabilità di questa proteina. Per questo motivo, troppo sale nella dieta porta più facilmente a sviluppare l’Alzheimer.

I risultati dell’indagine forniscono, così, ulteriori elementi alla lotta contro il temibile morbo di Alzheimer che oggi rappresenta ancora una delle patologie più invalidanti della terza età. Grazie alle ricerche come quella portata avanti dalla Weill Cornell Medicine di New York nel prossimo futuro potranno essere messe a punto nuove terapie in grado di arginare gli effetti degenerativi della patologia.

Se ti interessa l’argomento, leggi anche Un esame del sangue potrebbe prevenire l’Alzheimer.

Andrea Carozzi

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