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Troppo lavoro fa male al cuore?

Lavorare troppo fa male al cuore. A sostenerlo è un’indagine portata avanti dall’European Society of cardiology (Esc) che ha evidenziato come il burnout e la sindrome dello stress da lavoro siano collegate a numerose patologie cardiache. In particolare la ricerca del Esc ha rilevato un aumento del 20% del rischio di fibrillazione atriale.

Il lavoro stressa il cuore: i dati dello studio

Per giungere a questa conclusione l’Esc ha monitorato 11 mila soggetti a rischio per 25 anni individuando frequenti disturbi del ritmo cardiaco potenzialmente mortali, come aritmie, ictus e infarto come conseguenze dello stress sul lavoro prolungato e continuativo.

Lo stress quindi può avere serie conseguenze non solo di natura psichica ma anche fisica. Turni massacranti, eccessivo carico di lavoro, carenza di personale sono tra i fattori principali del burnout, che in alcuni casi ha condotto ad alcolismo, depressione e anche al suicidio. La sindrome colpisce più spesso le persone con un’età pari o superiore ai 50 anni che lavorano nelle professioni d’aiuto, come i medici e gli operatori sanitari (ma anche insegnanti, avvocati o poliziotti).

I primi segnali a cui prestare attenzione

I primi segnali della sindrome sono depersonalizzazione, stanchezza cronica, ridotta produttività, cinismo e sensazione di perdita di significato della propria attività a cui seguono sintomi più strettamente fisici che vanno dai disturbi della pelle a quelli gastrici o intestinali. Lo stress da lavoro si manifesta anche a tavola: spesso chi è stressato adotta uno stile alimentare disordinato che a lungo andare può ripercuotersi sulla salute dell’apparato cardio circolatorio. Insonnia, stanchezza generalizzata, tensione muscolare e cefalea rappresentano anche altri campanelli d’allarme a cui è bene prestare attenzione.

È possibile prevenire lo stress da lavoro?

Quando si cominciano ad avvertire i primi sintomi da stress da lavoro è bene ricordarsi che il corpo non mente e che è bene rallentare un po’ per poter salvaguardare la nostra salute soprattutto dopo i 50 anni. Investire il proprio tempo in libero in attività appaganti come le relazioni sociali e l’attività fisica può essere un buon modo per alleviare i sintomi.

Andrea Carozzi

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