Tornare a studiare dopo i 50 anni

Aprono in tutte le città e affrontano tutte le materie per offrire, a poco prezzo, un aggiornamento culturale costante. Sono le Università della terza età, o università popolari, centinaia in tutta Italia con migliaia di iscritti.

Federuni e Unitre sono le federazioni nazionali che raccolgono la maggior parte di sedi consorziate: clicca qui per consultare la mappa delle sedi Federuni e qui per consultare la mappa di Unitre.

Mantenere attiva la propria mente, ma anche nutrire il proprio spirito con nuovi (e vecchi) interessi e relazionarsi con nuove persone in modo da restituire pienezza alla vita. Condividere esperienze e conoscenze. Queste le principali motivazioni e desideri che spingono le persone a iscriversi a uno o più corsi di queste università. Ma tra i banchi non ci sono solo studenti dai capelli bianchi, anzi: molti iscritti sono semplicemente curiosi di ogni età, desiderosi di ampliare le proprie conoscenze. Il risultato è un sistema altamente inclusivo, in cui le barriere generazionali vengono abbattute. 

Del resto, l’offerta formativa è davvero sconfinata e spazia dalle attività manuali a quelle più tradizionali: dagli studi storici e filosofici, allo spettacolo e alla musica, dalla storia dell’arte alle arti figurative, dalla psicologia alla tecnologia, ma anche sport e le lingue, con corsi che spesso sono articolati su vari livelli a seconda del grado di conoscenza. In molti casi i corsi prevedono anche diversi tipi di laboratori, prevalentemente artistici, mentre alcune sedi si attivano per proporre sempre nuove conferenze.

Il calendario è simile a quello accademico: i programmi, di diversa durata, coprono generalmente il periodo che va da ottobre alla stagione estiva.

Non si tratta di un semplice passatempo: in molti casi i corsi sono finalizzati al conseguimento di certificazioni riconosciute, come il patentino informatico Ecdl, ma anche la Cils, Certificazione dell’italiano come lingua straniera, la Microsoft Business Certification. Si tratta di istituti che spesso mettono a disposizione dei loro iscritti anche diverse attività culturali, che possono tradursi in incontri, conferenze, visite guidate e, nei casi più fortunati, anche viaggi di istruzione in Italia e all’estero.

I costi: generalmente iscriversi a una Università della Terza Età comporta il versamento di una quota annuale (qualche decina di euro) a cui va aggiunto il costo di ogni singolo corso, a seconda della durata e della materia trattata.

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