Titoli di stato: una zavorra o un’ancora di salvezza per gli italiani?

Ecco per i nostri Lettori il primo di molti contributi del nostro esperto finanziario Dott. Danilo Castellano (iscritto all’albo dei promotori finanziari n ° 16517 ), che ci accompagnerà in un percorso di informazione sul mondo della Borsa e finanza, offrendo supporto a tutti i nostri lettori che hanno bisogno di chiarimenti e consigli.

I risparmiatori italiani hanno sempre dato grande valore ai titoli obbligazionari, gli strumenti finanziari che prediligono per garantire e valorizzare i propri risparmi. Più di un terzo del portafoglio degli italiani è composto da titoli obbligazionari.

Tra questi, soprattutto dopo la recente crisi economica globale, i titoli di Stato sono tra i più gettonati, come BOT, CCT, CTZ e BTP, che si distinguono fra loro per durata e tipo di cedola. Costituiscono una valida risorsa per il risparmiatore quando la borsa è in calo e possono essere correlate all’inflazione e al costo del denaro, oltre che definite “quasi” indipendenti dalle oscillazioni del mercato azionario.

Oggi, a fronte di tassi dell’1 per cento imposti dal presidente della BCE (Banca Centrale Europea) per poter garantire una cedola annua lorda del 4,5 per cento sui risparmi dei piccoli investitori, è necessario vincolare questi titoli per 15 anni: questo è quello che dice l’ultima asta di BTP ( buoni del tesoro pluriennali ) emessi dal nostro Stato.

Capitale garantito alla scadenza e rendimento sicuri: queste sono le due regole cardine dei titoli di Stato. Ma davvero vale la pena lasciare i nostri risparmi per 15 anni allo Stato? E se volessimo prenderli prima, magari per poter dare un aiuto ai nostri figli o addirittura ai nipoti, a quali conseguenze andremmo incontro?

I rendimenti dei titoli di stato sono legati ai tassi d’interesse imposti dalla BCE, oggi portati ai minimi storici per garantire la ripresa economica. Le probabilità che nei prossimi anni i tassi tornino ad aumentare è molto elevata. Da qui nasce la risposta: il rialzo dei tassi darà vita a nuove emissioni di BTP con cedole annue più alte rispetto a quelle di oggi. Chi compra i BTP oggi rischia di trovarsi con un titolo, che se non portato alla scadenza ma venduto prima per necessità, avrà un valore minore rispetto a quando l’ha comprato, questo perchè nessuno vorrà comprare un titolo svalutato per effetto dell’emissione dei nuovi BTP che staccano una cedola maggiore.

Altraetà inaugura questo nuovo spazio dedicato alla Borsa e finanza per offrire ai suoi lettori la possibilità di avere un contatto diretto con l’esperto, pronto a rispondere alle domande più semplici, ma anche a darvi dei consigli per questioni più complesse. Il servizio é gratuito e garantisce il rispetto dell’assoluto anonimato.

Scrivendo a consulenza.castellano.danilo@gmail.com oppure alla nostra casella mail sul nostro profilo Facebook “Altra Età” o info@altraeta.it , potrete avere risposte a tutti i vostri quesiti sui mutui, prestiti, strumenti finanziari, conti correnti, assicurazioni contro infortuni e su ramo vita.

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