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Surdich, Uni.T.E.: “La cultura mantiene giovani!”

L’Università della Terza età è attiva in Italia dal 1975. All’epoca a fare da apripista nazionale era stata Torino e il modello europeo era quello francese. Negli anni nulla è cambiato alla base dell’organizzazione: l’intenzione di incrementare le possibilità di arricchimento culturale e favorire la condivisione degli interessi attraverso la socializzazione è sempre valida. 

Ma come è organizzata effettivamente l’Università della Terza Età? Chi sono gli insegnanti? Chi può iscriversi e assistere alle lezioni? L’abbiamo chiesto a Francesco Surdich, fino a poche settimane fa direttore dell’Uni. T.E. di Genova in quanto Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, ora assorbita dalla Scuola di Scienze Umanistiche.

Prof. Surdich, innanzitutto chi può iscriversi a Uni. T.E. e quali sono le modalità?

Per iscriversi bisogna aver compiuto i 45 anni e compilare un modulo da ritirare presso la segreteria dell’UNI.TE.

Alla base dell’Università ci sono servizi di volontariato…

L’UNI.TE, se si esclude un segretario, che è un dipendente dell’Ateneo destinato a questa funzione, si basa interamente sul volontariato, a cominciare dai docenti, sia dei corsi ufficiali, tenuti tutto da docenti universitari in ruolo o in pensione, che dei corsi integrativi (lingue straniere, disegno), perché questa istituzione è senza scopo di lucro.

Tra gli iscritti, secondo una ricerca, a fare la parte del leone sono le donne, il cui numero è tre volte superiore a quello degli uomini: come spiega questo dato?

Penso derivi soprattutto dal fatto che le donne sono più vivaci e curiose intellettualmente. Altre possibile spiegazioni possono essere che le donne vanno prima in pensione, che le casalinghe hanno possibilità di modulare più liberamente gli orari delle loro giornate. Non va sottovaluta purtroppo nemmeno il dato che le vedove sono in numero maggiore dei vedovi.

La fascia di età preponderante (il 70% delle iscrizioni) va dai 60 ai 75 anni…

Certamente e l’iscrizione all’UNI.TE rappresenta, per questa fascia di età, un modo di impiegare in maniera proficua il loro tempo e socializzare

Si può, dunque, avere una formazione universitaria, ma non è richiesto alcun titolo di studio precedente né sono previsti esami o valutazioni finali, praticamente il sogno di ogni ragazzo…

Per chi vuole (ma questa opportunità viene utilizzata solo da un numero molto ridotto di discenti) c’è anche la possibilità di preparare e discutere una tesina, della quale viene rilasciato un certificato che naturalmente non ha nessuna valore legale.

Quale messaggio che volete dare nell’anno europeo dell’invecchiamento attivo?

Impegnare il tempo in forme di arricchimento culturale è un fattore estremamente positivo sia dal punto di vista individuale, ma anche e soprattutto sociale, perché quanto più la cosiddetta società civile è formata da persone che curano ed alimentano il proprio aggiornamento culturale, più ne beneficia la società nel suo complesso.

c.p.

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