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SOS Anziani: Le vacanze e l’assistenza

cura degli anziani salute mentale
L’estate si avvicina e i piani per le vacanze, quando si hanno anziani fragili, vanno di pari passo con il tema dell’assistenza da garantire loro

L’estate si avvicina e i piani per le vacanze, quando si hanno anziani fragili, vanno di pari passo con il tema dell’assistenza da garantire loro. Eh sì, perché sono “vacanze” solo se anche il cervello riesce a eliminare le fonti di preoccupazione.

Come fare?

Intanto bisogna suddividere il tema tra anziani fragili autonomi o semi-autonomi, e anziani non autosufficienti.

Anziani fragili autonomi o semi-autonomi

Una cosa è essere loro vicini come spesso avviene durante l’anno, un’altra è partire “lasciandoli a casa loro” perché non se la sentono di affrontare viaggi: e se succede qualcosa?

In questo caso si possono tentare quattro strade:

  1. Convincerli a unirsi a noi nel luogo di villeggiatura in cui si sta andando: potremo agevolarli nel viaggio, come anche nella preparazione dei bagagli (molto spesso il pensiero prospettico e la necessità di pianificare sono fonte di stress molto più di quanto si sia portati spontaneamente a pensare), sistemazione all’arrivo e alla ripartenza. Al di là dell’amenità del luogo in cui stare, in realtà tutti ne guadagneranno in serenità;
  2. Organizzare un aiuto a ore in città che possa fare al posto vostro tutto ciò che siete abituati a fare per loro durante l’anno, garantendo oro l’assistenza necessaria: certamente mostreranno resistenza, ma si può tentare di presentarlo come qualcosa che serve a voi, per poter stare realmente tranquilli in ferie e saperli in buone mani;
  3. Organizzare una vacanza in albergo assistito: esistono tour operator specializzati nel garantire a clienti anziani e fragili un aiuto in più normalmente non presente nella lista di servizi offerti dagli hotel. Qualora la zona di vostro interesse non fosse coperta dal tour operator, potete essere voi a cercare – prima di spostarvi – chi possa rendersi disponibile in loco per un aiuto di supervisione o da attivare in caso di necessità;
  4. Trovare una casa protetta, una casa famiglia, una struttura che possa accogliere persone anziane autosufficienti, ma in grado di intervenire in caso di necessità. Alcune rsa che si trovano in località di villeggiatura, dedicano reparti o piani interi a persone autonome desiderose di un ambiente in grado di intervenire in tempo reale per qualsiasi necessità sanitaria fornendo l’assistenza di cui hanno bisogno.

Assistenza agli anziani non autosufficienti

Il tema qui si complica. Se manca l’autonomia vuol dire che esiste già personale assistenziale e in particolare qualcuno che sia presente in regime di convivenza. In questo caso l’optimum sarebbe quello di agire in anticipo per far sì che le vostre vacanze non coincidano con quelle dell’assistente. In questo modo non si farebbe mancare in contemporanea l’intera rete di supporto abituale.

La sostituzione dell’assistente “titolare” è da giocare in anticipo, ma neanche troppo: il mondo delle assistenti familiari conviventi ha le sue dinamiche. Salvo rari casi, chiunque sia interessato al lavoro in convivenza punta a incarichi di lunga durata. Volenti o nolenti è importante fare pace col fatto che una persona che vi dà la disponibilità per un mese, soprattutto in estate, potrebbe piantarvi in asso anche il giorno prima. Questo accade quando nel frattempo ricevono la proposta di un lavoro di maggiore durata. Sarebbe bello poter contare “sulla loro parola”. Anche per loro “business is business”, indipendentemente dal coinvolgimento di persone fragili. Se anche chiamate in maggio per avere una persona ad agosto, difficilmente un’agenzia potrà darvi la garanzia di trovarla e di non avere sorprese. Le agenzie serie dicono che faranno la ricerca nel mese immediatamente precedente. Una caratteristica comune delle operatrici che lavorano in convivenza è “di andar via come il pane”: dal momento in cui fate loro il colloquio a quando inizieranno l’incarico possono scapparvi come la sabbia tra le dita. Un’agenzia sarà comunque molto più in grado di un semplice privato di “parare il colpo” di una disdetta dell’ultimo minuto. Il loro database è certamente molto più fornito di quello di qualsiasi famiglia.

Un’altra alternativa è l’inserimento in una struttura residenziale sanitaria assistenziale per quello che viene chiamato il “ricovero di sollievo”. In questo caso è invece raccomandabile muoversi con largo anticipo, anche perché non tutte le strutture offrono il servizio di assistenza e bisogna prendere del tempo per trovarla.

Rifiuto di spostarsi per le ferie: potenziale segnale di allarme

Quando una persona è sempre stata abituata ad andare in ferie e di colpo rinuncia, è opportuno indagare. Inutile tentare di convincerla senza prima aver speso tempo ed energie ad ascoltare e comprenderne le ragioni. Se la persona, in particolare una donna, ha sempre avuto per esempio il carico della casa, è possibile che lo sforzo per lei non valga più la candela. Offrire il proprio aiuto oppure quello di un professionista per quelle azioni che più causano il rifiuto può essere una soluzione.

Un altro tema potrebbe essere quello di tornare in un posto nel quale si hanno molti souvenir e questo potrebbe essere un problema. La memoria di una persona cara che magari non c’è più è da comprendere e non da combattere. Il ricordo di attività che si amava fare (trekking?) ma che non si riescono più a fare per via dell’età, potrebbe generare maliconia. Potrebbe essere sufficiente allora cambiare méta e stimolare la curiosità con la proposta di vedere posti nuovi e fare un tipo di vacanza diversa da quella conosciuta.

Vi potrebbe però essere anche un motivo di vera e propria allerta: una delle caratteristiche del decadimento cognitivo è quello di sfuggire dai cambiamenti. Anche spostarsi in una casa nella quale si è andati in vacanza per oltre 30 anni potrebbe essere la fonte di stress che segnala un disagio di fondo di portata maggiore.

Davanti a un rifiuto quindi il suggerimento generale è quindi quello di fermarsi e porsi in ascolto: quale che sia la ragione, di allarme o meno, necessita di essere:

  • ascoltata,
  • considerata con attenzione,
  • compresa,
  • gestita

Come vorremmo che fosse fatto a noi! Cum grano salis: se noi sogniamo di andare in vacanza e magari non possiamo per motivi di lavoro, non è detto che gli altri abbiano il nostro stesso desiderio. Se volete un aiuto, chiamatemi e vi aiuto a organizzarvi.

Silvia Farina

Silvia Farina

Silvia Farina ha iniziato molto giovane nel volontariato, tramite cui è arrivata a gestire una casa albergo estiva per persone anziane. Nel 2014 ha aperto un’agenzia di servizi a domicilio scegliendo di specializzarsi nel supporto alle persone con demenza/Alzheimer: come affiliata di Home Instead Senior Care ha acquisito la loro esperienza, costruita in 30 anni da oltre 1000 agenzie nel mondo. L’incontro con oltre 600 famiglie ha messo in luce l’attitudine a comprendere le situazioni, risolvere problemi e organizzare le risorse. Chiusa l’agenzia, ora collabora con VillageCare.it, il primo portale italiano che “aiuta chi si prende cura”, ed è consulente di società impegnate in progetti ad impatto sociale rivolti alla terza età. Sei un figlio caregiver? Silvia organizza l’assistenza ai tuoi cari: più soluzioni per loro e meno problemi per te! Prenota 30 minuti di colloquio gratuito al 392.9602612 oppure scrivendo a [email protected].

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