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SOS Anziani: Covid, assistente familiare e garanzie

Assistente familiare in casa con mascherina per il Covid

Una delle domande che più spesso le famiglie mi hanno rivolto da marzo dello scorso anno è stata: “Come faccio ad avere la garanzia che l’assistente familiare non mi porti a casa il Covid?”

La risposta è sempre stata: nessuna garanzia! E questo portava le famiglie nel dilemma di doversi occupare personalmente dei propri cari, mettendo in crisi equilibri di vita già faticosi e precari. Oppure di inserire aiuti esterni, dovendo però accettare il rischio di contagio.

Più volte ho guidato le famiglie nel ragionamento e nell’accettazione dolorosa di questa realtà e ho dato loro suggerimenti rispetto a come comportarsi per proteggersi.

L’assistente familiare a rischio zero Covid non esiste! Noi stessi – per quanto possiamo sforzarci di seguire tutte le regole possibili – non possiamo essere certi di non esporci al rischio di contagio.

Assistenza “fai-da-te” e tramite agenzia: quale offre più garanzie?

L’assistente individuata tramite la rete informale (parenti, amici, vicini, parrocchia e passaparola in genere) offre spesso il vantaggio di poter gestire direttamente il rapporto di lavoro, e quindi di declinare con più flessibilità le sue aree di intervento o i suoi orari. Offre l’opportunità di indirizzare il suo operato nella direzione da noi ritenuta più coerente con le esigenze famigliari.

Tutto questo “controllo” può lasciar spazio all’illusione di poterlo allargare anche a tutto quel mondo di precauzioni che, molto diligentemente, noi saremo prodighi nel raccomandare. Potremo anche essere molto attenti nel far rispettare – per quanto possibile – il distanziamento o l’adozione di guanti e mascherine durante l’orario di lavoro. Potremo essere solleciti nell’offerta dei dispositivi individuali di protezione, concedendone anche in aggiunta per il periodo che trascorrerà fuori dal nostro sguardo. La realtà però è che quando sarà lontana da noi, tutto è possibile e noi non possiamo avere garanzie.

Le agenzie di servizi a domicilio per persone anziane non sono tenute a regole di prevenzione diverse da quelle raccomandate a tutti (distanziamento e mascherine). Non sono, inoltre, obbligate a far lavorare solo persone in possesso di un tampone/esame del sangue negativo, né i collaboratori sono costretti a farlo se richiesto. È quindi sbagliato pretendere che le agenzie offrano le garanzie che desideriamo, solo perché “compriamo” il loro servizio.

E la garanzia di un referto negativo al Covid dell’assistente familiare si può pretendere?

Una famiglia può chiedere assistenti disponibili a fare un esame medico di controllo a spese della famiglia. Qualora l’assistente accetti, la spesa sarà a carico della famiglia. Senza però che per questo guadagni in automatico il diritto di accesso al referto integrale, che è invece di assoluta proprietà del privato. La famiglia può concordare con la struttura esaminante e con l’assistente una dichiarazione solo e unicamente rispetto all’esito dell’esame in relazione alla positività/negatività al Covid.

Il vantaggio possibile di un’agenzia

Sembrerebbe quindi che non esistano vantaggi ad avvalersi di un’agenzia. Tuttavia tutte le attività imprenditoriali temono il Covid forse anche più di noi. Oltre al rischio personale si aggiunge il rischio di impresa. Tutti noi, quando colpiti nella nostra vulnerabilità, tendiamo a scaricare la paura e la frustrazione che ne derivano sul primo capro espiatorio disponibile. L’agenzia/datore di lavoro è spontaneamente il primo bersaglio.

Per questo motivo le agenzie serie e realmente coinvolte nella responsabilità nei confronti della famiglia, tendono ad essere estremamente generose nell’offrire ai propri collaboratori dispositivi di protezione individuale aggiuntivi e non richiesti da nessun regolamento. Ne conosco infatti che hanno dotato i propri assistenti famigliari di dispositivi monouso quali cuffie per la testa, sovra-scarpe, guanti, grembiuli….

Come noi, neanche le agenzie possono controllare come si comportano i collaboratori fuori dall’orario di lavoro, ma sono sicuramente più organizzate di noi nel selezionare persone formate in modo professionale ai protocolli di sicurezza sanitari, che spesso finiscono per diventare una “seconda pelle” delle assistenti, e quindi uno stile di vita. Le assistenti provenienti dalla rete informale spesso non hanno ricevuto nessuna formazione specifica all’assistenza diretta alla persona fragile, e si organizzano come possono affidandosi solo al buon senso e alla buona volontà.

In sintesi, per proteggersi dal Covid e dal rischio di contagio, un’agenzia può offrire maggiori garanzie.

Scritto da: 

Silvia FarinaSilvia Farina ha iniziato molto giovane nel volontariato, tramite cui è arrivata a gestire una casa albergo estiva per persone anziane. Nel 2014 ha aperto un’agenzia di servizi a domicilio scegliendo di specializzarsi nel supporto alle persone con demenza/Alzheimer: come affiliata di Home Instead Senior Care ha acquisito la loro esperienza, costruita in 30 anni da oltre 1000 agenzie nel mondo. L’incontro con oltre 600 famiglie ha messo in luce l’attitudine a comprendere le situazioni, risolvere problemi e organizzare le risorse. Chiusa l’agenzia, ora collabora con VillageCare.it, il primo portale italiano che “aiuta chi si prende cura”, ed è consulente di società impegnate in progetti ad impatto sociale rivolti alla terza età. Sei un figlio caregiver? Silvia organizza l’assistenza ai tuoi cari: più soluzioni per loro e meno problemi per te! Prenota 30 minuti di colloquio gratuito al 392.9602612 oppure scrivendo a info@silviafarina.com.

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