Silver economy forum: smart living, innovazione e startup al servizio dei senior

Il Silver economy forum di Genova si chiude con una sessione dedicata alla tecnologia e dà appuntamento a settembre, «con una sezione specifica nell’ambito degli Stati generali dell’economia», come promette Giancarlo Vinacci, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova. Seconda edizione in programma nel 2019, «nella quale conto di vedere i frutti di quanto abbiamo seminato quest’anno, in una prima edizione “vetrina”», aggiunge l’assessore.

Il robot R1 dell’Iit

Tecnologia, innovazione e startup al servizio del segmento senior. Questo l’argomento che ha tenuto banco nell’ultimo confronto a Palazzo Tursi. Non poteva mancare dunque la voce dell’Iit, Istituto italiano di tecnologia: Matteo Bonfanti, direttore Technology Transfer dell’Istituto, ha illustrato i passi avanti compiuti dalla realtà di Morego nel campo della robotica: «Oggi la realtà sono le protesi e le piattaforme robotiche sviluppate da una nostra spin-off, Movendo Technology» (clicca qui per leggere il nostro articolo). E il futuro? «Parliamo di robotica umanoide – spiega Bonfanti – che verosimilmente potrebbero essere sempre più utili in un’ottica di progressivo invecchiamento della popolazione, non solo per supportare lo stesso anziano nelle faccende quotidiane, ma anche in ambito lavorativo per mantenere il livello di produttività attesa». I Cub è il primo robot nato dalla ricerca dell’Iit (foto in apertura), l’ultima evoluzione si chiama invece R1.

Dalla robotica a un più “semplice” smart living: Lorenzo Chiari, direttore del centro per l’innovazione Ciri-Sdv, ha illustrato Habitat, Home Assistance Basata su Internet of Things per l’Autonomia di Tutti, un progetto di Regione Emilia-Romagna, finanziato con fondi Por-Fesr, presentato anche a Exposanità 2018. Habitat ha l’obiettivo di adeguare oggetti di uso quotidiano ai requisiti di inclusività e assistenza, anche a lungo termine. Per far questo, integra tecnologie dell’Internet of Things (IoT), per realizzare ambienti domestici idonei all’assistenza di persone anziane. «Il presupposto – spiega Chiari – è quello di un invecchiamento sano in cui, nel contesto abitativo, sia esso il proprio domicilio o una comunità, la tecnologia e il mondo digitale affianchi gli strumenti analogici, creando un ambiente assistito». Un ambiente in cui localizzatori, analizzatori dell’attività fisica, tablet e smartphone sono parte integrante dell’abitazione e aiutano l’anziano a svolgere le varie attività e a condurre una vita sana.

L’home page di Villagecare.it

Se da una parte ci sono gli anziani, più o meno autosufficienti, dall’altra parte c’è il mondo dei care giver, un vero e proprio esercito di 8 milioni di figli che si prendono cura dei propri genitori, in questi casi anziani fragili e non autosufficienti. Il profilo tipo è donna (nel 75% dei casi), tra i 40 e i 55 anni, appartenente quindi a quella “generazione sandwich”, schiacciata tra famiglia e lavoro e il prendersi cura dei propri genitori. A queste persone ha pensato VillageCare, una startup tutta al femminile nata due anni fa e che, mese dopo mese, è cresciuta in termini di utenze fino a raggiungere i 13 mila visitatori mensili sul proprio portale. «Attraverso il nostro sito – descrive Silvia Turzo, ceo e co-founder di Villagecare.it – aiutiamo le famiglie con consulenze personalizzate, consigli pratici e orientamento su una serie di tematiche che interessano le persone che hanno a che fare con anziani fragili». Il supporto è a 360 gradi. Da quello psicologico, alla consulenza legale, dall’accompagnamento in città alle cosiddette “vacanze sollievo”, dalla mobilità all’assistenza sanitaria.

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