Serie tv e turismo: prosegue il viaggio nelle città delle fiction

Prosegue il viaggio di Altraetà.it alla scoperta delle città-simbolo delle serie tv italiane. Nella prima puntata siamo stati nella Roma dei Cesaroni e nella Napoli di Un posto al sole, passando per Gubbio, che, nell’immaginario collettivo, è diventata la città di Don Matteo.

Il nostro giro d’Italia non si ferma qui.  Da nord a sud, ecco quali sono i luoghi che hanno ispirato le fiction più amate da milioni di italiani, le location dove le troupe hanno girato, in alcuni casi trasformando l’immagine turistica della città, con notevoli ricadute economiche su tutto il territorio. A volte si tratta anche di luoghi immaginari, come sanno bene gli amanti di Andrea Camilleri, che per il suo commissario Montalbano ha inventato da cima a fondo una città, ispirata alla sua Porto Empedocle.

Vigata, Montelusa (Sicilia) – COMMISSARIO MONTALBANO

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Talmente nota – e talmente verosimile – che in molti, quando passano dalla Sicilia, chiedono indicazioni per Vigata. Se non ci fosse lei, non ci sarebbe neppure Montalbano. E viceversa. Due facce della stessa medaglia, per una serie televisiva – e, prima ancora, un fortunatissimo ciclo letterario – che ha saputo restituire le atmosfere compassate di una Sicilia immaginifica ma vividissima, bellissima negli scorci di mare e nei suoi tagli di luce.

p.s. Avviso a chi proprio non ha intenzione di arrendersi: anche la provincia di Montelusa è di pura fantasia.

Trebbiate, Milano (Lombardia) – LE MANI DENTRO LA CITTÁ

La morte per overdose di una ragazza scuote all’improvviso la quiete di Trebbiate. Si apre così la prima stagione de Le mani dentro la città, la serie poliziesca prodotta da Pietro Valsecchi che ruota attorno alle indagini del commissario Viola Mantovani (Simona Cavallari) e a questa immaginaria frazione di Milano, la cui fabbrica più produttiva rischia la chiusura. Se sceneggiatura e ambientazione sono assolutamente immaginarie, ad essere drammaticamente vere sono le tematiche affrontate, dalla crisi del tessuto economico e produttivo milanese alle infiltrazioni di n’drangheta al nord.

Palermo (Sicilia) – SQUADRA ANTIMAFIA, PALERMO OGGI

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A proposito di criminalità organizzata, impossibile non citare la Palermo di Squadra Antimafia, la serie tv di culto che indaga quella zona d’ombra tra stato e mafia, attraverso storie di fantasia ispirate a fatti reali che hanno scandito gli ultimi vent’anni di storia italiana. Sullo sfondo, una Palermo esotica e sfuggente, bellissima e oscura. Nella bellezza del suo mare (spesso protagonista) e nell’incanto dei suoi scorci da cartolina, si intravedono gli unici spiragli di una possibile redenzione.

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Genova (Liguria) – VENTO DI PONENTE

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Chi non ricorda le vicende della famiglia Ghiglione, che s’intrecciano a doppio filo con quelle dei Decaro, nella Genova dei cantieri navali e dell’industria? Un “Beatiful al basilico” ambientato in una città ricca e operosa, che si ritrova a fare i conti con i primi venti di crisi portati dalla tramontana. Dopo il grande successo della prima stagione (con punte di 4 milioni di telespettatori), la serie ha deluso le attese nella seconda stagione, fino alla definitiva chiusura.

Bologna (Emilia Romagna) – L’ISPETTORE COLIANDRO

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Ironico, dissacrante, trasgressivo. L’Ispettore Coliandro, portato sul piccolo schermo dal bravo Giampaolo Morelli, è come la sua Bologna. Tra le mura di questa città rinascimentale si dipanano le vicende raccontate da Carlo Lucarelli e dirette dei Manetti Bros, per una serie che ha saputo giocare con gli stilemi classici del genere giallo. Ma buona parte della sua fortuna televisiva lo deve proprio a Bologna, con le sue atmosfere a tratti surreali e una galleria di personaggi indimenticabili che sembrano usciti dai versi di Lucio Dalla.

Viterbo (Lazio) – IL MARESCIALLO ROCCA

Nata nel lontano nel 1996 – come Un posto al sole – e chiusa nel 2005, è una delle serie forse più famose e trasmesse del palinsesto Rai. Ma non tutti sanno che le vicende del Maresciallo Rocca (Gigi Proietti) sono ambientate a Viterbo, antica città medievale che per 24 anni ha ospitato persino il Palazzo del Papa (dal 1257 al 1281). Oggi è un vitale centro culturale che nasconde il suo tesoro nel sottosuolo, dove una serie di gallerie scavate nel tufo collegano gran parte delle architetture civili e religiose.

Lorenzo Tosa

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