Senior housing: come cambiano le formule residenziali per la terza età

Dinamici, curiosi, autonomi, in salute e socialmente attivi, i nuovi senior descrivono una realtà molto distante dagli stereotipi della terza età e rappresentano un target, composto da 13,7 milioni di persone in Italia (secondo una recente indagine Doxa) tutto da scoprire anche per l’industria immobiliare, chiamata a soddisfare una domanda abitativa inedita.

Il potenziale del senior housing, di fatto, è straordinario sia per attrarre nuovi investimenti, creare posti di lavoro e contrastare l’emergenza demografica, ma anche per valorizzare il tessuto urbano, promuovere l’affermazione della smart city e rilanciare quartieri e aree urbane. Se ne parlerà nel corso della terza edizione del convegno sul senior housing in programma a Milano, all’Hotel Scala, giovedì 22 novembre. Un’occasione per una ricognizione di progetti e interventi in corso nel nostro Paese, evidenziando il ruolo degli attori coinvolti e il valore, economico e sociale, dei nuovi concept abitativi dedicati alla fascia silver.

«Tra i 65 e i 75 anni − anticipa Enrico Oggioni, fondatore dell’Osservatorio Senior − la gran parte delle persone non si sente vecchia, ritiene di essere attiva, indipendente e indispensabile nel supporto familiare. Sempre più frequentemente questa auto-percezione l’hanno anche persone più avanti negli anni. Rimanere autonomi, non smettere di attivare le proprie capacità mentali e coltivare una vita relazionale che eviti solitudine e vuoto sociale, sono tra i desideri più diffusi tra i senior. In questa fase di vita, di solito si pensa a soluzioni abitative nuove o per i genitori molto anziani divenuti meno autosufficienti o perché si è consapevoli che nel giro di pochi anni la propria situazione può cambiare e si iniziano a prendere in considerazione soluzioni che rispondano ai nuovi bisogni e ai nuovi equilibri. Il senior living, ben distinto dalle residenze sanitarie assistite per non autosufficienti sia dal punto di vista dei servizi offerti e delle strutture fisiche, sia dal punto di vista dell’immagine associata, può essere un’alternativa con prospettive di sviluppo anche in Italia, così come già è avvenuto in altri Paesi avanzati».

«Il tema della popolazione che invecchia trasferito nel settore immobiliare ha già prodotto in molti paesi realizzazioni abitative in grado di rispondere alle esigenze degli anziani del XXI secolo. In Italia questo processo è appena iniziato, ma è destinato ad accelerare nei prossimi anni. Il Senior Living rappresenta un’opportunità di investimento importante per chi saprà rispondere ai veri bisogni di questa fascia della popolazione − afferma Patrick Parkinson, amministratore delegato Real Care, tra i relatori del convegno − Le esperienze all’esteroinsegnano che questo segmento di mercato va declinato in base alle abitudini del paese stesso. In un sistema dove il modello abitativo prevalente è quello della casa in locazione, anche il settore Senior tende a seguire questo approccio. In un mercato, come quello italiano, dove rimane una forte propensione all’acquisto della propria casa, anche il settore del Senior Living deve prevedere la possibilità di offrire case in acquisto. Così come le fasi della vita richiedono un riordino continuo delle proprie esigenze, anche la casa cresce e si modifica insieme a noi. Dalla stanza attrezzata nello studentato al Co-Living dei giovani in città, Dalle case in locazione per una popolazione sempre più mobile alla casa di proprietà dove fare crescere la propria famiglia, il Senior Living è solo una delle tante tipologie di abitazione che il mercato dovrà essere in grado di offrire».

Clicca qui per consultare il programma del convegno

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