Senior e over 50: ecco il nuovo mercato (che compra)

Quando la signora Del Webb costruì la sua prima casa di riposo a Sun City , Arizona, nel 1960, i senior erano un mariti in pensione che superavano di poco i 60 anni, accompagnati dalla moglie casalinga.

Col passare del tempo, però, quella che, per la signora Del Webb, era la clientela è cambiata, mostrando un ” nuovo approccio attivo alla vita“, e fu così che “le case di riposo” (ormai adatte ai 90+) si trasformarono in luoghi di incontro dotati di campi da golf , spettacoli teatrali e molto altro.

Il concetto di pensionamento e di “vecchiaia” sono stati rimodellati da un numero record di baby boomers che sono per la maggior parte anche over 65 e gli effetti di questo cambiamento demografico si fanno sentire in ogni angolo del mondo.

Secondo il recente studio, di Bank of America, “Merrill” si stima che il numero di persone in tutto il mondo di età compresa tra 60 anni raddoppierà a più di 2 miliardi entro la metà del secolo . Entro il 2050 , i senior 65+, per la prima volta nella storia, saranno più numerosi dei bambini di età inferiore ai 5 anni.

Questo scenario ha enormi implicazioni per il governo e per le imprese. Sarah Harper, direttore dell’Istituto Oxford di invecchiamento della popolazione, sostiene infatti che “la stragrande maggioranza delle persone nel mondo sarà ancora molto produttiva a 70 anni“. La vecchia piramide della popolazione, che mostra un gran numero di giovani alla base e all’apice qualche senior, è ormai cosa passata.

Con la crisi e la tendenza a diventare genitori sempre più tardi, inoltre, diminuisce il numero di “nuove leve” ed il numero di coloro che, un tempo, avevano il più alto potere d’acquisto.

Dalla piramide si passerà al grattacielo”, sostiene la Prof.ssa Harper, “questo secolo cambierà del tutto le carte in tavola, in un modo che ancora oggi non tutti riusciamo ad immaginare”.

A livello economico e politico, l’aumento della longevità ha rovesciato lo scenario in materia di pensioni e sanità, con difficili innalzamenti dell’età pensionabile e spostando la responsabilità per il risparmio e l’investimento a privati.

Ma per le aziende può esserci il lato bello della medaglia; l’invecchiamento attivo della popolazione, infatti, offre alle industrie la possibilità di indirizzarsi verso un mercato completamente nuovo, con forte potere d’acquisto: il loro potere di spesa è maggiore rispetto al target che più frequentemente viene preso in esame (quello tra 18-39 anni). A tal proposito infatti è utile prendere in considerazione il recente studio americano “The Silver Dollar”, nel quale si stima che gli over 50 rappresentino negli Stati Uniti quasi il 60 per cento del totale dei consumatori, ed il 50% nel Regno Unito.

Alcune aziende di respiro internazionale hanno già compreso e adattato il proprio business in linea con le potenzialità del target senior, ad esempio Sanjeev Sanyal , global strategist di Deutsche Bank , ha evidenziato che il mercato dei beni di consumo costosi – automobili , orologi , attrezzature sportive – è dominato dagli adulti più anziani.

Sanyal ha poi aggiunto che “Il nostro modo di pensare l’invecchiamento sta cambiando. Nell’arco di una generazione dovremo sbarazzarsi dell’idea di andare in pensione. Il settantenne dovrebbe essere qualcuno che va in ufficio ogni giorno”.

Le aziende si stanno preparando per la nuova ondata di consumatori anziani dai promotori immobiliari, ai costruttori, dalle aziende di tecnologia, alle società di servizi finanziari fino all’industria farmaceutica, l’obiettivo è quello di proporre offerte “al mercato che compra”.

Anche Stephen Johnston , co-fondatore di Aging 2.0, la rete di progettazione e design tecnologico per la produzione di oggetti utili all’aumento della qualità della vita per persone in difficoltà, ha inoltre aggiunto che ” I prodotti non hanno più nomi e forme obsolete e noiose, anche il design vuole essere senza tempo, moderno e adattabile a tutte le età“.

Sono le persone di età compresa tra 50 e 64 a spendere di più di tutti, ogni settimana per cibo, alcool, divertimenti, ristoranti, alberghi e molto altro, a differenza dei più “parsimoniosi” cittadini (americani e britannici) tra i 30 e 49 –anni.

Il motivo principale, appunto, deriva dal fatto che le persone stanno vivendo il periodo senior con una salute nettamente migliore rispetto alla generazione precedente, e con desideri di spesa differenti dai loro genitori.

A tal proposito Stephen Bond, co-direttore del Demographic Users’ Group of large UK retailers edex dirigente della fortunata catena di negozi Marks and Spencer, sostiene che i senior non sono più disposti ad adottare un abbigliamento tradizionale “da anziani” ma vogliono vestire alla moda .

Bond ha ricordato inoltre un’indagine di mercato che condusse sulle donne senior, in particolar modo gli rimase impressa una signora, pronta a partire per il primo festival rock di Glastonbury : “Nella sua mente, lei è ancora la stessa persona. Quando ti vedi con i tuoi stessi occhi, guardi la stessa persona di sempre”.

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