Senior alle prese con le bufale in rete: ecco come difendersi

La tecnologia non ha età. Sono sempre di più gli anziani che smartphone alla mano si connettono a Internet e navigano su Facebook, Twitter e Instagram. Secondo una recente indagine Ipsos il 76% degli over 60 italiani ha almeno un account e il 25% degli intervistati usa i social per discutere di temi di attualità. Nell’isola felice di Internet i cittadini si esprimono, partecipano, si confrontano e s’informano. Ma non è tutto oro quello che luccica. Questo sovraccarico ininterrotto di flussi informativi può creare confusione, fraintendimenti e veri inganni.

La fabbrica delle “bufale” non va mai in vacanza e in Internet lavora a pieno ritmo diffondendo ogni giorno false notizie su politica, salute, fenomeni sociali e tanto altro ancora. Per limitare i danni del caos in rete e della diffusione di notizie false, più di regole, algoritmi e fact-checking, molto può fare la cultura. Una sorta di alfabetizzazione mediatica che renda i cittadini vigili, attenti e consapevoli. Perché alla fine è sempre il cittadino che deve comprendere la notizia, valutarla, scegliere se credere oppure no.

E l’Auser è pronta a fare la propria parte attraverso le sue strutture e la rete nazionale delle Università popolari e dei Circoli Culturali. Con il convegno che si è svolto pochi giorni fa a Torino “Chi dà retta alle sirene? Informazione e Disinformazione nell’era del Web e dei Social” l’associazione intende proporre una grande campagna di alfabetizzazione mediatica tra i soci e i cittadini, soprattutto i più anziani, sul tema dell’informazione e della disinformazione per sapere con quali obiettivi la disinformazione si crea e si diffonde, imparare ad approfondire criticamente le notizie e i messaggi provenienti dalla rete, conoscere le tecniche di manipolazione che possono circolare sui social. Iniziative, laboratori, corsi e tutto ciò che possa contribuire ad alzare le difese delle persone, creando con il tempo una sorta di vaccinazione.

L’ultima indagine Ocse – Piaac conferma che l’Italia è al penultimo posto in Europa con il 28% della popolazione composta di analfabeti funzionali, cioè persone che non sanno comprendere e interpretare la realtà che le circonda e le informazioni a cui sono esposte. Fra gli over 55 la percentuale sale a un preoccupante 41%. Quasi la metà della popolazione adulta arriva al massimo alla licenza media e circa il 70 per cento non padroneggia le competenze chiave per il lavoro e la cittadinanza. Un triste primato su cui riflettere quando si parla di fake news e manipolazione.

«Spetta in primo luogo alle istituzioni, a tutti i livelli, intervenire con politiche mirate, che affrontino insieme il problema più generale dell’analfabetismo funzionale e di quello mediatico. Ma anche Auser può fare molto, così come altri Enti del Terzo Settore che si occupano di cultura e di apprendimento, e contribuire a questo obiettivo di democrazia, svolgendo un importante ruolo di coinvolgimento dei cittadini nella diffusione della conoscenza del fenomeno della disinformazione e dei suoi rischi” ha sottolineato Patrizia Mattioli di Auser nazionale nella sua relazione introduttiva. «È urgente e necessario – ha proseguito – promuovere a livello sociale una sorta di alfabetizzazione mediatica diffusa, che coinvolga i cittadini e li faccia riflettere su quanto sta avvenendo, fornire le conoscenze necessarie per suscitare dubbi e favorirne la capacità 
critica». Ben vengano gli interventi regolatori dell’Unione Europea e degli Stati membri, l’attività di verifica delle informazioni da parte di esperti capaci di smascherare inganni e manipolazioni e denunciarli pubblicamente, ma la società civile può avere un ruolo determinante.

Del lato oscuro della rete, dei suoi usi distorti e manipolatori, dominati spesso da toni da rissa, che seminano divisione, pregiudizi, ostilità preconcette, l’Auser ha deciso di occuparsi in questa edizione numero nove della città che apprende l’evento biennale dedicato alla cultura e all’educazione degli adulti, che si è aperta a Torino alla presenza di circa 300 rappresentanti provenienti da tutta Italia delle università popolari e dei circoli culturali. Due giorni di confronto con esperti del settore, per conoscere i processi di questo fenomeno, comprenderne l’impatto e confrontarsi sulla possibilità di eventuali azioni di contrasto. Le bufale non sono certo nate oggi. Ma oggi combattere il fenomeno delle notizie false richiede definizione di norme e regole e un profondo cambiamento culturale.

Tutto il materiale di documentazione, slide e video degli interventi degli esperti, sarà disponibile sul sito www.auser.it

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