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Sanità pubblica e privata: una collaborazione nata in pandemia per dare più qualità ai servizi

Il vaccino di Pfizer per il Covid-19

Lo scorso anno le esigenze di tutela dei pazienti legate al Covid negli ospedali e, in queste settimane, la necessità di accelerare le vaccinazioni, hanno dato vita, in Liguria, a iniziative che, per la prima volta, coinvolgono la Regione e la sanità privata.

Commenta Francesco Berti Riboli, presidente della sezione Sanità di Confindustria Genova e a.d. di Villa Montallegro: «Siamo riusciti a costruire un dialogo e una collaborazione tra il pubblico e il privato che sono le due facce dello stesso sistema sanitario. Abbiamo visto che nell’emergenza è stata una soluzione efficace ed efficiente, e potrebbe anche diventare strutturale».

Una prima collaborazione

Il primo caso si è verificato nella primavera del 2020. Fin dall’inizio dell’emergenza per la pandemia da Covid-19, Villa Montallegro – come altre strutture sanitarie private liguri – si era messa a disposizione del sistema sanitario regionale. Spiega Berti Riboli: «Visto che si era mantenuta libera dal Covid, Montallegro era in grado di rendersi utile al sistema. Nel momento in cui molta gente rinunciava a recarsi nei pronto soccorsi anche se ne aveva necessità e si privava delle cure in ospedale per paura di trovare luoghi contaminati e non sicuri, noi, grazie alle procedure adottate da subito, abbiamo potuto offrire una struttura pulita e operativa».

Dal 14 aprile al 12 giugno 2020, nella casa di cura di Albaro sono stati così ricoverati complessivamente 179 pazienti provenienti dal Servizio sanitario nazionale (in lista di attesa presso l’ospedale Galliera o l’Asl 3 – Villa Scassi) e sottoposti a intervento chirurgico nel rinnovato blocco operatorio di Montallegro. Si è creata in sostanza una situazione per cui i chirurghi della sanità pubblica hanno operato in ambienti, con attrezzature e il supporto del personale medico e infermieristico di una struttura privata autorizzata dal Sistema sanitario nazionale, ma non accreditata. Montallegro ha fornito medici anestesisti e di reparto e personale infermieristico di degenza, reparti operatorio e terapia intensiva. La disponibilità della forza anestesiologica e infermieristica di Montallegro ha consentito di allestire sedute chirurgiche dedicate sia ai tradizionali pazienti privati (in numero decisamente inferiore rispetto all’affluenza media del periodo), sia appunto ai pazienti SSN liberi da Covid-19 provenienti dalle strutture pubbliche cittadine per attività chirurgica anche di alta complessità.

Lo scopo di questo accordo tra Regione, A.Li.Sa. e case di cura private era stato duplice: liberare posti letto nelle strutture ospedaliere cittadine per aumentarne le potenzialità di ricovero nella situazione di emergenza e mantenere l’attività chirurgica (in strutture libera libere da contagio da Covid-19) a favore di pazienti urgenti o comunque da sottoporre a trattamenti non differibili, come per esempio i pazienti oncologici.

L’hub della Fiera di Genova

Da marzo 2021 è in atto una nuova collaborazione: l’hub sorto nel padiglione Jean Nouvel nel quartiere (in trasformazione) fieristico genovese realizzato dalla Asl 3, con il coordinamento dell’Azienda ligure sanitaria ligure e il supporto di Confindustria Sanità, Confcommercio Sanità, Confartigianato Salute e Lega delle cooperative.

Nel padiglione sono stati allestiti 44 box vaccinali e sono presenti circa 500 sedie, posizionate per garantire il rispetto delle regole sul distanziamento e consentire sia l’attesa, sia la necessaria osservazione di un quarto d’ora dopo la vaccinazione. Sono presenti anche operatori della Protezione civile di Regione Liguria, di Ordine di Malta e Ausiliari dei Carabinieri per l’assistenza ai cittadini e per il governo dei flussi delle persone.

L’iniziativa è diventata una notizia a livello nazionale, sia per la sua dimensione, sia per la sua natura (sinergia pubblico-privato per un fine nobile e urgente cone incrementera al massimo le vaccinazioni anti Covid-19), sia per la sua efficienza andata a regime praticamente il 29 marzo, giorno d’inizio di questa attività.

Due le linee di vaccinazione: una, in cui viene somministrato il vaccino AstraZeneca, è gestita dalla Asl 3 ed è rivolta alla fascia d’età tra i 79 e 70 anni. La seconda linea è gestita dal personale della sanità privata convenzionata e rivolta alle persone “estremamente vulnerabili”, a cui viene somministrato il vaccino Pfizer BionTech.

Davvero interessante e ricca di entusiasmo la partecipazione di medici, dipendenti o frequentatori della sanità privata, e delle bravissime IP che – dietro la finestrella utilizzata per passare la dose di vaccino pronta per essere inoculata – si occupano di molteplici procedure di gestione del prodotto Pfizer, una su tutte la diluizione, operazione che richiede grande attenzione.

Dice Francesco Berti Riboli: «Eravamo partiti pensando di arrivare a vaccinare circa 1.000-1.200 persone al giorno su 10 linee di produzione: quella meta è stata raggiunta e superata, così come il meccanismo di funzionamento che prevedeva turni di copertura tra le 6 e le 10 ore giornaliere. Da lunedì 12 aprile, l’hub vaccinale è aperto su 15 linee dalle 8 alle 18, su due turni (tranne il sabato: turno unico dalle 7,30 alle 13), e ha continuato la propria crescita e con le seconde dosi Pfizer dal lunedì 19 aprile. Insomma, la strada è ancora lunga, ma poiché la percorreremo insieme, noi operatori della sanità privata in sintonia e in collaborazione con i colleghi della sanità pubblica, sarà sicuramente più leggera».

Più qualità ai servizi per il cittadino

Fine della scarsa collaborazione in Liguria tra sanità privata e sanità pubblica? Commenta Berti Riboli: «Villa Montallegro è una struttura privata, autorizzata dal Sistema sanitario nazionale ma non accreditata: in pratica è il cittadino, ormai quasi sempre tramite assicurazioni e fondi a cui ha aderito, a pagarsi le cure. Non si tratta cioè di una sanità “per ricchi”: sempre più persone, circa 11 milioni in Italia, usufruiscono di coperture garantite da fondi e assicurazioni. Il fatto che sia il cittadino a sceglierci, ovviamente ci spinge a ricercare sempre un livello qualitativo alto. Ma non siamo antagonisti rispetto alla sanità pubblica, anzi se la sanità pubblica viene rafforzata ed è ben organizzata, noi ne traiamo beneficio, all’interno di un sistema complessivo (pubblico e privato) che funziona». La collaborazione tra sanità pubblica e sanità privata è, in sostanza, la chiave del buon funzionamento di un sistema che, garantendo l’universalità dell’assistenza, tutela anche la possibilità per chi lo ritiene (e, in particolare per chi aderisce a fondi e assicurazioni) di ottenere servizi di diversa qualità.

Articolo in collaborazione con Villa Montallegro

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