Rischio nutrizionale negli anziani: il manuale del Dott. Donini

Il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università La Sapienza di Roma in collaborazione con FIMMG (Fed Italiana Medici di Medicina Generale), SIANET (Rete Nazionale Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione) e INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà) ha messo a punto un manuale per la valutazione e la gestione del rischio nutrizionale in età geriatrica. Il manuale è stato curato in particolare da Lorenzo M. Donini, che approfondisce con AltraEtà questo delicato argomento.

Prof. Donini, non è mai facile mantenere una sana e corretta alimentazione e ancor meno quando, con l’avanzare dell’età, insorgono una o più problematiche che influiscono negativamente sul modo di alimentarsi…

In effetti in età geriatrica spesso compaiono problemi a carico dell’apparato gastroenterico (riduzione dei sensi del gusto e dell’olfatto, difficoltà nella masticazione e nella digestione, stipsi), una riduzione dell’autonomia (difficoltà nel fare la spesa, nel cucinare, nel tagliare il cibo o nel portarlo alla bocca), un deterioramento cognitivo o un quadro di depressione (spesso legato alla solitudine, alla perdita di un ruolo sociale) oltre a malattie che possono penalizzare l’alimentazione con gravi ripercussioni sullo stato di nutrizione.

La comparsa di una malnutrizione, a sua volta, può rappresentare un ulteriore fattore di peggioramento dello stato di salute, dell’autonomia e della qualità di vita.

Il vostro manuale è destinato non tanto agli anziani in sé, ma a chi si occupa di loro, i cosiddetti caregiver. Quali accorgimenti devono avere le persone impegnate nell’assistenza agli anziani?

Il primo accorgimento è quello di valutare come mangia il loro assistito e di stimare il rischio nutrizionale. Sul manuale sono presenti alcuni strumenti per fare ciò oltre che indicazioni più specifiche per assicurare un’alimentazione corretta sia in situazioni di normalità che in presenza di specifiche malattie che possono condizionare negativamente alimentazione e stato di nutrizione.

La seconda parte del manuale è incentrata sui consigli nutrizionali: quali sono i consigli più significativi al fine di evitare l’insorgenza di una malnutrizione?

E’ importante che l’alimentazione assicuri un adeguato apporto di energia e nutrienti, che rispetti per quanto possibile gusti e abitudini, e che sia la più adatta possibile alle condizioni cliniche e funzionali del  soggetto.

All’indirizzo w3.uniroma1.it/scialim sono presenti, oltre al manuale, alcuni materiali scaricabili come il Mini Nutritional Assessment e la GPC (Griglia Porzioni Consumate) in cosa consistono?

Sono strumenti di valutazione del rischio nutrizionale e del comportamento alimentare, di facile utilizzo anche da parte di personale non specializzato. Vanno utilizzati per seguire nel tempo l’alimentazione e lo stato di nutrizione del paziente e consentono di intervenire prima possibile laddove necessario.

Per informazioni ci si può rivolgere all’Unità di Ricerca in Scienza dell’Alimentazione e Nutrizione Umana dell’Università di Roma “Sapienza” al seguente recapito: Lorenzomaria.donini@uniroma1.it

 c.p.

 

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