Il Presidente di Anaste (Associazione Nazionale Strutture Terza Età), Alberto De Santis, è scomparso prematuramente ieri. Per 20 anni ha guidato l’Associazione, indirizzandola nel suo percorso. Sebastiano Capurso, Vicepresidente Nazionale Anaste e Presidente di Anaste Lazio, lo ricorda, raccontando gli anni della sua Presidenza, gli obiettivi raggiunti e l’eredità che ha lasciato.

Alberto De Santis è stato per 20 anni Presidente di Anaste nazionale. Come ha guidato l’Associazione in questi anni? Che messaggio lascia? 

Ricordiamo Alberto De Santis come un lottatore. È sempre stata una persona che si è impegnata fino in fondo con le idee che aveva e sulle cose in cui credeva e questa è la sua caratteristica distintiva. Era veramente una persona che prediligeva e preferiva sempre un rapporto diretto, personale ed umano. Affrontava tutti i problemi in questo modo. Non era una persona che si trincerava dietro parole o schermi, era sempre pronto a presentarsi in prima persona e a parlare francamente.

Questo suo modo di essere ha caratterizzato anche l’azione di Anaste in questi anni, che è stata quella di unire e accogliere tutte le esperienze e tutte le diverse espressioni del mondo socio-sanitario, del socio-assistenziale e dell’assistenza agli anziani. L’intenzione è sempre stata quella di aggregare. Questa è la sua eredità. Cercare di unire le forze perché le esigenze sono tante e le risorse sono poche. Questo è stato il messaggio forte della sua Presidenza.

Quali saranno i prossimi passi di Anaste, soprattutto tenendo in conto il delicato momento in cui ci troviamo? 

In questo momento le RSA e tutto il settore sociosanitario sono sotto una grandissima pressione. Avremmo avuto ancora bisogno di qualche anno di guida e di esperienza del Presidente De Santis per indirizzare l’Associazione. In questo momento non possiamo che dare una garanzia sulla continuità di questa opera, cioè di cercare di aggregare il più possibile le varie associazioni come ha sempre fatto Alberto De Santis.

Questa sua opera è culminata proprio qualche giorno fa nel documento unitario con le altre associazioni di categoria per una proposta unica e unitaria per la riforma dell’assistenza territoriale. Sostanzialmente è stato l’ultimo atto ufficiale e formale del nostro Presidente, che è stato il primo firmatario di questo documento. Un lavoro che è stato frutto di una commissione tra le diverse associazioni di categoria, come l’Anaste, l’Aris, l’Uneba, l’Agespi, che hanno lavorato per proporre un documento unico con proposte concrete da affiancare al documento della commissione ministeriale di Monsignor Paglia.

Questo è il nostro impegno, quello di portare avanti questa linea. Ci mancherà l’energia di Alberto. Era una persona instancabile, sempre pronta, che fino all’ultimo giorno ha dato il suo contributo per una visione unitaria di questi problemi. Ora si rende necessaria una riforma per i danni causati dalla pandemia. Per poter fare delle proposte bisogna avere idee chiare e conoscere bene il settore. Sono due cose che il Presidente De Santis ci ha trasmesso, grazie ai suoi 30 anni di attività nel settore.

Micol Burighel

 

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