Residenze Anni Azzurri: proteggere i senior nell’epoca del Covid-19

La pandemia da Covid-19 ha modificato tutte le nostre abitudini, obbligandoci a cambiare il nostro modo di relazionarci con gli altri, lavorare, vivere la socialità. Alcune realtà sono state particolarmente toccate da questi inevitabili cambiamenti. Tra queste, le RSA, che hanno dovuto ripensare completamente al loro modo di lavorare per garantire un ambiente sicuro ai loro assistiti. Di questo tema abbiamo parlato con Enrico Brizioli, AD del Gruppo Kos, primario operatore sanitario nazionale che parteciperà al prossimo Silver Economy Forum e che gestisce in 8 regioni italiane le 54 Residenze Sanitarie Assistite Anni Azzurri.

Una delle residenza Anni Azzurri
Residenza Minerva – Rapallo – Anni Azzurri

Quali sono le esigenze degli ospiti delle residenze Anni Azzurri? Quali standard vanno garantiti perché i senior di oggi, e le loro famiglie, siano soddisfatti?

Possiamo individuare due differenti campi in cui è importante operare bene affinché i nostri ospiti e le loro famiglie siano soddisfatti. Quello dei setting medico-assistenziali e quello delle attività di vita quotidiana in RSA.

Nel primo caso, ci attestiamo su livelli molto elevati, garantiti dai nostri professionisti e dal nostro know how di Gruppo. Nel secondo caso, il nostro obiettivo è rendere piacevoli le giornate dei nostri ospiti, attraverso diverse attività. Personale dedicato si occupa del programma di animazione giornaliero e dell’organizzazione di iniziative, progetti laboratoriali, feste musicali. Siamo specializzati nella cura di persone non autosufficienti e cerchiamo di rendere le loro giornate serene, anche stimolandone le attività motorie e le capacità mnemoniche. Attività che possono portare a un generale miglioramento delle condizioni non solo fisiche, ma anche psicologiche.

Che tipo di assistenza offrono le strutture Anni Azzurri?

I setting assistenziali nelle strutture Anni Azzurri vanno da persone non autosufficienti alla gestione e cura di casi complessi. Dall’assistenza di persone disorientate cognitivamente a quelle affette da Alzheimer, dall’assistenza a persone in stato vegetativo a setting mirati per condizioni cliniche complesse (quali ad esempio persone affette da sclerosi multipla amiotrofica). Non mancano nuclei protetti dedicati alle demenze senili accompagnate anche da rischio wandering.

Inoltre, accanto alla lungodegenza per ospiti autosufficienti, parzialmente autosufficienti e totalmente non autosufficienti, diamo anche la possibilità di ricoveri temporanei di sollievo.

Il Covid-19 ha rivoluzionato tutte le coordinate della nostra quotidianità: com’è cambiato il lavoro all’interno delle residenze Anni Azzurri?

Il lavoro è molto cambiato. Anche se l’obiettivo rimane invariato, cioè dare ai nostri ospiti servizi di elevata qualità sia dal punto di vista assistenziale, residenziale e delle attività ricreative. 

Tuttavia, il Covid-19 ha imposto drastici cambiamenti alle nostre abitudini, al modo di stare insieme, al modo di lavorare. A maggior ragione nelle strutture come le nostre che ospitano persone di età molto avanzata, occorre rivedere un po’ tutte le attività quotidiane, sia lato ospiti che lato personale addetto.

Gran parte delle attività della giornata che prima erano strutturate e ampiamente condivise, ora vanno riprogrammate, ripensate, riorganizzate per renderle rispettose al massimo dei requisiti di prevenzione e contrasto del Covid-19. Per fare un esempio concreto, oggi serviamo il 250% in più dei pasti in camera, abbiamo acquistato centinaia di tablet e gestiamo ogni giorno centinaia di telefonate, videocall, mail e sms con i familiari.

Quali sono le misure preventive che adottate in ottica anti-Covid?

Le nostre strutture stanno gestendo le proprie attività sulla base delle linee guida dettate dalle autorità competenti e continuano a lavorare secondo le normative vigenti in materia di sicurezza del periodo Covid. Come Gruppo Kos Anni Azzurri abbiamo messo in campo un piano di tutela e prevenzione con screening continui, test sierologici e tamponi a ospiti e personale.

Abbiamo riaperto gli ingressi di nuovi ospiti ad agosto (sulla base di una procedura stringente) mentre, dallo scorso giugno, sono state riaperte le strutture anche alle visite dei familiari e utilizzando in estate giardini e parchi antistanti le RSA mentre con il freddo sono state allestite delle sale apposite.

Tuttavia, a seguito del recente DPCM del 18 ottobre, sono state nuovamente chiuse le strutture, anche sulla base di ordinanze reginali, a scopo di tutela e sicurezza per tutti, ospiti, operatori, familiari. Ovviamente in questa fase continuano, e sono intensificate, le videochiamate ai familiari attraverso i tablet delle RSA.

Micol Burighel

In apertura di articolo, la video-intervista a Lidia Frugone, direttrice di due Residenze Anni Azzurri.

 

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