Oggi parliamo di quanto contano le referenze dell’assistente familiare. Quando avevo l’agenzia capitava che arrivassero senza appuntamento persone in cerca di lavoro che mi lasciavano il cv. Se i candidati – a colpo d’occhio – si presentavano vestiti in modo ordinato e si approcciavano con educazione, proponevo subito un appuntamento di conoscenza reciproca.

Nei primi tempi mi capitò una persona che arrivava tramite una conoscenza comune: non m’ispirava un granché, ma le presunte referenze mi hanno incoraggiata a proporgli un incontro. Mi rispose in modo infastidito: “Perché?”. Io ero esterrefatta e giustificai la richiesta dicendo che, prima di poter considerare di dargli un incarico, avrei voluto conoscerlo. Insistette: “No, no….lei ha il mio numero: quando ha un incarico per me, mi dice quanto mi paga e io vengo subito”. La mia ira funesta cominciò a traboccare, ma mi detti un contegno spiegando che per me era inconcepibile mandare qualcuno a casa di una persona fragile senza neanche averlo conosciuto. Alla fine il candidato si arrese e con un malcelato senso di fastidio mi riferì che “Gli altri non fanno così: con le altre agenzie si lascia il cv e si aspetta la chiamata”. Inutile dire che lo accompagnai alla porta senza troppi complimenti ed è onesto dire che oggi capita ancora, ma non è più così frequente.

La pandemia ha fatto chiudere le agenzie che si erano improvvisate tali e ha spinto ad una maggiore professionalizzazione le altre. Oggi, più facilmente di ieri, si trovano agenzie serie.

Le referenze dell’assistente familiare vanno controllate: con quali criteri? 

Non limitatevi a chiedere se le agenzie controllano le referenze dell’assistente familiare. Dopo aver intuito che per voi questo aspetto è importante, è facile per l’agenzia rispondere affermativamente. L’incertezza e l’inconsistenza di eventuali risposte vaghe o date in modo nervoso o frettoloso, magari girando lo sguardo, vi offrono su un vassoio d’argento l’evidenza sulla mancanza di serietà, di professionalità e di affidabilità dei vostri interlocutori.

La consapevolezza però è una cosa importante. Quindi, prima di fare questa domanda ad un’agenzia, chiedetevi cosa secondo voi avreste piacere che venisse verificato.

  • La famiglia dove ha lavorato riusciva a fidarsi di lei/lui o preferiva nascondere tutti gli oggetti di valore?
  • L’assistito/a come parlava della candidata/o oppure l’assistito/a come viveva questa presenza?
  • (Il/la candidato/a) era brava/o a fare le pulizie? La casa appariva in ordine e pulita?
  • Se avesse ancora bisogno per i suoi cari fragili, sarebbe felice di poterli affidare nuovamente a lei/lui?
  • Era una presenza piacevole e gradevole o la si tollerava perché necessaria?
  • Era una persona disponibile in casa e nelle relazioni o era difficile averci a che fare?
  • Durante il rapporto di lavoro ci sono state sorprese o imprevisti di qualche tipo?

Questi sono solo esempi e francamente non erano le domande che facevo io. Questo lavoro serve ad ogni famiglia per mettere a fuoco i suoi personali punti di interesse. Il gioco non è che l’agenzia abbia azzeccato le domande che noi abbiamo pensato, ma è quello di comprendere ciò che per noi è importante, e di costruire un dialogo con l’agenzia che sia coerente con esso. È importante farvi vedere pronti, reattivi e attenti. Se siete in grado di argomentare ciò che per voi è importante e loro hanno esperienze da condividere, le informazioni che scambierete saranno comunque utili e arricchenti.

Assunzione diretta dell’assistente famigliare, senza l’intermediazione di agenzie

Selezionare in autonomia una persona è un lavoraccio e soprattutto non va dato per scontato. È come chiedere ad una sartina novella di fare un abito da sposa! I migliori figli del mondo sicuramente conosceranno il loro genitore, ma se non si sono mai occupati di selezionare personale e di gestirlo, difficilmente riusciranno a farlo in modo indolore.

Io credo nel lavoro delle agenzie, ma soprattutto credo nell’importanza di non abdicare il proprio giudizio delegandolo totalmente a persone che hanno sentito parlare di noi e del nostro mondo, se va bene, in un colloquio di un paio d’ore. Noi familiari – che ci piaccia o no – dobbiamo entrare nel merito del lavoro di cura e lasciarci contaminare nonostante tutto. Se siamo chiamati al ruolo di familiare caregiver, farlo fino in fondo è l’unico modo per contenere i danni o le brutte sorprese.

Le agenzie possono essere fornitori, partner o alleati, ma per lavorare bene avranno sempre bisogno del nostro coinvolgimento in prima linea.

L’assunzione diretta quindi ci espone ad un margine di errore molto elevato, ma possiede il vantaggio del risparmio: la volta scorsa abbiamo parlato dei criteri con i quali introdursi nel processo di selezione e scelta dell’assistente familiare. Oggi abbiamo imparato che le referenze ci consentono di completare l’immagine che – dopo un colloquio – ci siamo fatti di una persona.

Se non volete l’intermediazione delle agenzie e preferite risparmiare col “fai-da-te” non mancate il prossimo articolo: vi prenderò per mano nel comprendere quali e quante referenze chiedere, cosa domandare e vi svelerò “l’arma segreta” che ho imparato a riconoscere e usare.

Scritto da:

Silvia FarinaSilvia Farina ha iniziato molto giovane nel volontariato, tramite cui è arrivata a gestire una casa albergo estiva per persone anziane. Nel 2014 ha aperto un’agenzia di servizi a domicilio scegliendo di specializzarsi nel supporto alle persone con demenza/Alzheimer: come affiliata di Home Instead Senior Care ha acquisito la loro esperienza, costruita in 30 anni da oltre 1000 agenzie nel mondo. L’incontro con oltre 600 famiglie ha messo in luce l’attitudine a comprendere le situazioni, risolvere problemi e organizzare le risorse. Chiusa l’agenzia, ora collabora con VillageCare.it, il primo portale italiano che “aiuta chi si prende cura”, ed è consulente di società impegnate in progetti ad impatto sociale rivolti alla terza età. Sei un figlio caregiver? Silvia organizza l’assistenza ai tuoi cari: più soluzioni per loro e meno problemi per te! Prenota 30 minuti di colloquio gratuito al 392.9602612 oppure scrivendo a info@silviafarina.com.

 

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