Reddito di cittadinanza: gli over 50 lo richiedono più degli under 30

Il tanto discusso reddito di cittadinanza sta muovendo i primi passi e, contro tutte le aspettative, non sembra per il momento fare breccia tra le generazioni più giovani, bensì tra gli over 50. Sebbene il provvedimento, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle, sia stato pensato principalmente per tutelare le fasce più giovani della popolazione, quelle che maggiormente sono state colpite dalla crisi economica e dalla stagnazione che caratterizza il mercato del lavoro degli ultimi dieci anni, il reddito di cittadinanza ha trovato negli over 50 il suo target di riferimento, almeno per ora.

Dal 6 marzo, il giorno in cui sono state varate le procedure per richiedere il reddito di cittadinanza, solo il 6,8% degli under 30 ha fatto richiesta. Questo perché i giovani che non riescono ad avere un’autonomia economica stabile in molte situazioni risiedono o comunque continuano a far parte del nucleo familiare di origine, il che non gli permette di accedere al sussidio statale.

Molti over 50 sono invece alle prese con la fuoriuscita anticipata dal mondo del lavoro che li pone in un limbo nel quale è molto difficile ritrovare un impiego stabile: da qui la maggiore richiesta di poter accedere alla manovra varata dal governo giallo-verde.

Sono principalmente individui appartenenti alla fascia di età che va dai 50 ai 64 anni a chiedere come poter usufruire di questo nuovo ammortizzatore sociale, che spesso va a sostituire il sussidio di disoccupazione, terminato il quale gli over 50 disoccupati difficilmente riescono a inserirsi nuovamente nel mondo del lavoro. Resta ancora da verificare come il loro accesso al reddito di cittadinanza possa consentirgli di trovare un nuovo impiego grazie all’aiuto dei navigator, la figura che si occuperà di trovare un lavoro a chi riceve il reddito.

Attualmente sono oltre 800 mila le domande caricate dall’Inps sulla piattaforma utilizzata per raccogliere le richieste di accesso al reddito. Il 54% delle domande proviene da donne, mentre per quanto riguarda la distribuzione territoriale, Campania e Sicilia hanno raccolto quasi un terzo delle domande complessive.

Da qualche giorno sono state apportate alcune modifiche riguardanti i requisiti di accesso alla misura promossa dall’attuale governo volte a impedire che ad accedere al reddito di cittadinanza siano i cosiddetti furbetti del divorzio.

Da quando è entrata in vigore la misura, si è registrato un forte aumento di cambi di residenza e di divorzi, per avere più possibilità a rientrare nei parametri necessari per ottenere il sussidio. La commissione Lavoro in Senato ha però approvato un emendamento che punta a evitare che il divorzio venga usato come escamotage per avere diritto al trattamento.

Andrea Carozzi

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here