Quando la medicina diventa difensiva

Si chiama “medicina difensiva” e si intende con questo termine l’iper prescrizione di farmaci, visite e analisi da parte dei medici per tutelarsi dal rischio di eventuali cause legali da parte dei pazienti.

Questo surplus, se da un lato tutela parzialmente i medici dal rischio di richieste di risarcimento da parte di pazienti, costa allo Stato italiano e alle famiglie 12.6 miliardi di euro ogni anno, ben l’11,8 per cento dell’intera spesa sanitaria nazionale.

Moltissimo denaro sprecato a cui bisogna sommare quello speso per le oltre 35 mila cause sanitarie condotte ogni anno che nella quasi totalità dei casi si risolvono con l’archiviazione e l’assoluzione del medico ma che inducono i dottori ad avere un atteggiamento difensivo nei confronti dei pazienti.
 
Secondo un’indagine commissionata dall’Ordine dei medici di Roma all’Università Federico II di Napoli oltre il 60% dei medici ha prescritto una o più volte farmaci non necessari per tutelarsi da eventuali azioni legali, il 75% ha consigliato di fare visite specialistiche e quasi il 90% accertamenti diagnostici.
 
Queste procedure inutili non pesano solo sulle casse dello Stato e sulle tasche delle famiglie ma possono avere pesanti conseguenze anche sui pazienti stessi: la tac, ad esempio, può comportare pesanti conseguenze sulle funzionalità renali di un paziente anziano.
 
Accanto alla pratica della “medicina difensiva” sembra essersi sviluppato anche un nuovo business per le associazioni e gli studi legali specializzati in cause sanitarie che arrivano a pubblicizzare i propri servizi su televisioni e giornali.
 
Ad alimentare i contenziosi e a creare confusione si ci mette ora anche la tecnologia: sempre più persone ricorrono alle diagnosi fai-da-te digitando i propri sintomi su Google e aspettandosi risposte dall’immensa mole informativa contenuta sul web. Negli Stati Uniti è addirittura spuntata una nuova funzione di Google che traduce i sintomi in patologia. Basta inserire i sintomi e… la malattia è servita.
 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here