Musclin, la proteina che protegge i muscoli nei malati di tumore

Un recente articolo scientifico pubblicato sulla rivista di settore Cancer ha dimostrato come la proteina musclin difenda i muscoli nei malati di tumore. Lo studio è stato portato avanti dagli scienziati dell’Unità Disfunzioni neuromuscolari dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs e sostenuto da Airc-Associazione italiana per la ricerca sul cancro e Fondazione Cariplo.

Cachessia, una problematica rilevante

La perdita di peso è un problema che tocca molti malati di cancro, a volte messo in secondo piano ma assolutamente da non sottovalutare. Molte persone che combattono contro un tumore vanno incontro a una consistente riduzione della massa grassa e – ancora più grave – della massa magra, ossia i muscoli. L’atrofia dei tessuti muscolari è detta cachessia ed è una conseguenza comune nei casi di tumore. Si calcola infatti che si verifichi tra il 50 e l’80% dei pazienti affetti da diversi tipi di cancro. Nel 25% dei casi questo estremo deperimento può portare alla morte. Una grave problematica, quindi, che colpisce numerose persone, già provate da patologie tumorali.

L’importanza della proteina musclin

Attraverso l’osservazione di modelli animali, i ricercatori dello studio hanno scoperto che la proteina musclin, autogenerata nel corpo mediante esercizi aerobici, contrasta l’atrofia dei tessuti muscolari. Durante la ricerca, gli scienziati sono andati a verificare come la presenza o meno della proteina cambiasse i parametri di cachessia. È così che hanno scoperto la sua importanza nel combattere l’atrofia muscolare.

La ricerca conferma ciò che era stato dimostrato già da altri studi. Ossia che l’esercizio fisico ha un impatto altamente positivo nei malati di cancro. Da una parte, come già rivelato in altre indagini scientifiche, ne previene la comparsa. Dall’altra, contrasta la cachessia nei pazienti, portando a migliori possibilità di recupero e a risposte positive alle terapie. Dal momento che la proteina musclin dimostra di avere un effetto protettivo rispetto ai muscoli, potrebbe essere usata come terapia sui malati che non possono per le loro condizioni svolgere attività fisica.

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