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Poco sesso… addio al mito di donne passionali e uomini latin lovers?

Sarà la crisi economica o quella più generale, sociale e di ricerca di identità, in atto nella nostra società, ma sembra che il rapporto di coppia, almeno per quanto riguarda il sesso, sia in crisi per buona parte degli italiani, dando un duro colpo al mito delle italiane passionali e degli uomini grandi amatori.

Ad indicarlo è un recente studio dell’Associazione andrologi italiani, reso noto in un convegno che si è svolto a Firenze, dove si apprende come gli uomini si appaghino in tempi brevi e la loro scarsa durata finisca con il frustrare ma anche far arrabbiare le loro compagne, amiche, mogli.

Perché a causa della brevità del rapporto la percentuale di queste ultime che non raggiunge l’orgasmo si aggira sul 60 per cento ed oltre. Una netta maggioranza che si spalma un po’  in tutte le regioni. Insoddisfatte le toscane per il 62 per cento, va anche peggio alle laziali, pugliesi, piemontesi e liguri, dove la vetta dell’insoddisfazione raggiunge rispettivamente il 68, 71 ed addirittura il 78 per cento.

Le coppie più attive sul fronte sessuale sembrano essere le toscane, regione nella quale i rapporti si ripetono con una media di circa 8 al mese e quindi raggiungendo il centinaio l’anno, anche se, nota negativa, sarebbe addirittura l’80 per cento che non si sente comunque appagato dai rapporti quanto a qualità. Una debacle sessuale, insomma, che davvero sconforta, anche alla luce di altri dati, come quello della durata del rapporto.

Una coppia su quattro ammette che questo non supera i due minuti e questa situazione arriva persino a generare infedeltà, alla ricerca di partner più prestanti. Accadrebbe nel 16 per cento dei casi. E nella quasi totalità la “colpa” dei rapporti speedy è dell’uomo. La donna, quando ha accanto un uomo troppo veloce raggiunge soltanto in 4 casi su dieci l’orgasmo. Ed il rapporto di coppia che non soddisfa ha riflessi su tutta la sfera della vita, persino sulla amicizie. Le coppie dalla sessualità insufficiente finiscono con il non frequentare più gli amici oppure, in molti casi, provano a superare il problema con i viaggi, sperando che tale tipo di distrazione e stare assieme rinfocoli vecchi ardori sopiti o magari neppure mai esistiti.

Secondo gli esperti l’eiaculazione precoce è il disturbo sessuale più diffuso negli uomini ed ha, sulla categoria, riflessi nefasti anche sul resto della loro vita. Troppo rapidi con le donne, finiscono con  perdere stima di se stessi mentre la donna tende, in questo caso, a diventare aggressiva verso il maschio, persino arrabbiata. E probabilmente l’insoddisfazione che deriva dalla sessualità vissuta poco e male induce all’acquisto di prodotti intimi a luci rosse. Città dove tale shopping è più diffuso è Roma, al secondo posto c’è Genova.

Ad indicarlo è Loveville 2014, sorta di “campionato nazionale dell’amore” organizzato da un’azienda di prodotti attinenti i rapporti di coppia, dove lo scorso anno si era imposta Bologna. Ed un capitolo particolare l’Associazione andrologi italiani lo dedica agli over 50, fascia d’età nella quale è più facile appiano problemi circa il vivere appieno la sessualità da parte degli uomini.

Maschi attenzione – ammonisce il presidente Aldo Franco De Rose – perché dopo i 50 anni l’andropausa è in agguato ma, a differenza della menopausa femminile, non corrisponde all’incapacità di procreare,  come hanno dimostrato  Charlie Chaplin, Pablo Picasso,  Vittorio Gasman, ma anche  tanta gente comune”.

In realtà , quella che viene definita andropausa  è caratterizzata da un insieme di piccoli e grandi disturbi che si manifestano  in maniera subdola e silenziosa: maggiore  affaticamento  muscolare,  variazione al ribasso dell’attività sessuale e della libido con l’erezione che viene raggiunta più tardivamente e la detumescenza, dopo l’orgasmo, più rapidamente,  deficit erettile in altri casi; insicurezza e senso di inadeguatezza fino alla depressione, ripresa più lenta da malattie ed eventi stressanti.

L’andropausa non è da considerare un “climaterio” in senso stretto come quello femminile ma  può essere etichettata come un insieme di sintomi che interessano tutto l’organismo, ad iniziare dalla  difficoltà di concentrazione, anemia  all’affaticamento  ed è dipendente, quasi sempre, da una diminuita produzione di testosterone.

Questo ormone, i cui valori sono considerati normali sopra  3,2 ng/ml,  dopo i cinquanta diminuiscono  dell’1%, ogni anno, con  il risultato che la sua diminuzione interessa circa  il 7% degli uomini fra i 50 e 60 anni. Tale percentuale sale al 20% nei soggetti tra i 60 e gli 80 anni e al 35% in quelli di età superiore agli 80 anni.

Questo calo di androgeni è conosciuto tecnicamente con  il nome di Late Onset Hypogonadism (LOH) cioè di ipogonadismo ad insorgenza tardiva. Esistono però  fattori che possono influenzare negativamente i livelli dell’ ormone,  primo fra tutti il fumo di sigaretta, per cui l’insorgenza dell’ipogonadismo può essere anche più precoce”.

L’ azione della nicotina e della cotonina – spiega il Andrea Lenzi, direttore del Dipartimento di Fisiopatologia Medica alla Sapienza – inibirebbero i processi metabolici di steroidogenesi e quindi di produzione del testosterone; un’ analisi di regressione multivariata, rivela che il fumo (anche meno di 10 sigarette al giorno) sembra associarsi ad una più precoce insorgenza dei sintomi derivanti della carenza di testosterone, abbassando l’ età di comparsa a meno di 50 anni”.

A diminuire però l’età di insorgenza dei disturbi troviamo anche ipertensione, ipercolesterolemia, , eccessivo consumo di alcool, dieta inadeguata, mancanza di esercizio fisico e  diabete.

Dino Frambati

 

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