Più attivi e in salute, ecco la nuova generazione degli over 60

Over 60 sempre più attivi e con lo sguardo rivolto al futuro. Altro che “quota 100”: per loro è ancora tempo di lavorare e di accettare nuove sfide, imparare cose nuove e sfruttare le ultime tecnologie.

Secondo una recente ricerca BVA Doxa, lavorare diventa quindi un modo per sentirsi giovani e parte attiva nella società. Il 12% degli over 60 è convinto di avere ancora tanto da dare. In base a quanto emerge dall’indagine, addirittura, in Italia si inizia a sentirsi vecchi dopo i 70 anni. Solo in Finlandia c’è la stessa percezione. Nel resto del mondo si inizia a percepirsi come anziani mediamente intorno al cinquantaseiesimo compleanno.

Un ruolo fondamentale è assegnato alla tecnologia, vissuta come strumento in grado di migliorare la qualità della vita. Oltre il 50% degli over 60 italiani trova che possa avere impieghi utili e concreti in ambiti quali la sicurezza in casa, fuori casa, la salute e, non ultimo, il mondo del lavoro.

Per gli attuali lavoratori senior la tecnologia migliora la qualità del lavoro (77%), ottimizza i tempi necessari per svolgere le attività lavorative (60%) e permette di fare cose che altrimenti non si riuscirebbe a fare (58%). Un tema delicato riguarda l’aggiornamento. Il 60% dei lavoratori ed ex lavoratori ha vissuto sulla propria pelle difficoltà legate al cambiamento organizzativo. Questo per diversi motivi: per la scarsa dimestichezza con le nuove tecnologie (38%), direttamente correlata alla mancanza di una formazione adeguata in rapporto all’uso dei nuovi strumenti (31%).

A seguire il crescente utilizzo dell’inglese o di altre lingue non conosciute (35%) e il doversi rimettere a imparare (36%) legato all’inadeguatezza delle competenze acquisite negli anni. In questo processo di trasformazione, però, solo un lavoratore senior su tre crede che la propria esperienza sia stata valorizzata in azienda.

Secondo quanto evidenziato da BVA Doxa, il 74% vorrebbe partecipare a corsi sulle nuove tecnologie, mentre il 49% auspica un maggiore coinvolgimento nei momenti di incontro e confronto aziendale. In questo processo è chiara la volontà degli over 60 di confrontarsi con i giovani lavoratori per affrontare questi cambiamenti, in un’ottica di collaborazione a due vie che arrechi un beneficio a entrambe le parti. I più senior vorrebbero trasmettere ai ragazzi le proprie competenze (41% dei casi) e apprendere a loro volta le skill che non hanno (34%). 

Nel 2020, i primi Gen Z, la generazione nata fra il 1997 e il 2010, inizieranno a fare capolino nel mondo del lavoro. Questo porterà a convivere, all’interno delle aziende, fino a quattro generazioni diverse. È la prima volta che accade nella storia. Siamo di fronte a un’autentica sfida. 

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