Pet e silver age, quando gli amici pelosi ci aiutano a stare meglio

Sono dei compagni dai quali non vorremmo mai separarci perché con loro si crea un legame affettivo,unico e sincero, in grado di nutrire il cuore e lo spirito. Stiamo parlando dei nostri amici a quattro zampe, che ogni giorno ci regalano emozioni e sorrisi, ma non solo.

Secondo recenti studi, infatti, le persone che superata una certa età decidono di prendersi cura di un animale domestico come un cane o un gatto vivono più serenamente la silver age. L’accudimento di un animale, infatti, apporta numerosi benefici sia dal punto di vista fisico che mentale. Questo perché avere un pet significa prendersene cura ogni giorno e il che richiede  una buona dose di dinamismo e di pianificazione e organizzazione del tempo.

Il tutto si traduce in una migliore forma fisica e in una mente più brillante, perché sempre stando ai risultati raggiunti dai ricercatori, accudire un animale rallenta il declino cognitivo che inevitabilmente si manifesta con il passare degli anni. Un altro dato rilevante è quello che vede l’animale domestico, assumere i connotati di un vero e proprio membro della famiglia, che sebbene non sia dotato di parola, è comunque in grado di comunicare con il padrone o la padrona, in maniera complessa, donando compagnia e conforto a chi spesso passa molte ore della giornata in solitudine.

Come anticipato, avere un impegno fisso nei confronti di un animale permette di mantenere il cervello più attivo in quanto è chiamato a pianificare le giornate anche in base alle esigenze dell’amico a quattro zampe. Gli studi condotti in questi anni nel ramo della pet therapy hanno, infatti, rilevato come seguire un animale domestico permetta di tenere attive diverse funzioni cerebrali che con gli anni tendono ad abbassarsi sotto la soglia media quali:

  • Funzioni esecutive: programmare e portare a termine un compito
  • Memoria verbale: ricordare meglio i nomi di persone e ogetti di uso comune
  • Memoria prospettica: ricordare cosa fare nel prossimo futuro
  • Gestire le emozioni

Prendersi cura di un animale risulta inoltre molto efficace per superare un altro problema   che riguarda le persone più avanti con l’età; il senso di inutilità che sopraggiunge una   volta  che i figli hanno abbandonato il nucleo familiare e si smette di lavorare. L’inizio della   silver age può infatti coincidere con episodi depressivi che il senso di responsabilità  derivato dall’adozione di un animale domestico può contrastare e risolvere.

Stando a recenti rilevazioni Istat, in Italia ci sono 7 milioni di cani e circa 7 milioni e mezzo di gatti appartenenti ad altrettante famiglie. Accudire un cane o un gatto non fa alcuna differenza per i senior, anche se il cane necessita di più movimento, rispetto al gatto e quindi è sconsigliato a chi comincia ad avere dei problemi di deambulazione. Un elemento invece da non sottovalutare è l’età dell’animale che si decide di accudire in quanto più è piccolo (cucciolo) più necessità di attenzioni e di energie. Per questo è consigliato adottare un animale che riesca ad adeguarsi velocemente alle esigenze del padrone, che più risulta essere avanti con l’età più si troverà a proprio agio con un animale adulto ed equilibrato.

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