Peperoncino, la spezia che allunga la vita 

Chi ama mangiare piccante da oggi ha un motivo in più per continuare a farlo. Uno studio ha rilevato che consumare regolarmente peperoncino contribuisce a mantenere in salute il sistema cardiovascolare, allontanando il rischio di essere colpiti da infarto e ictus. La ricerca è stata portata avanti dal dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con il dipartimento di Oncologia e medicina molecolare dell’Istituto superiore di sanità. 

Peperoncino alleato del cuore

Scendendo nel dettaglio, un consumo abituale di peperoncino ridurrebbe del 23% il rischio di mortalità generale rispetto a chi non lo consuma. Lo studio si trova sul Journal of American College of Cardiology. Sono stati tenuti in conto i dati di ben 22.811 cittadini della regione Molise raccolti da una precedente indagine. Denominata Moli-sani, si trattava di un ampio programma di ricerca cominciato nel 2005. Il suo obiettivo era indagare i possibili fattori genetici e ambientali alla base di malattie cardiovascolari, cancro e patologie degenerative. Analizzando i dati, i ricercatori hanno notato che chi consumava peperoncino almeno 4 volte a settimana aveva un rischio di infarto ridotto del 40%. Quello legato a cause cerebrovascolari era più che dimezzato (circa il 60%).

Protegge anche chi non segue una dieta sana

Ancora più interessante è la scoperta che il peperoncino garantisce protezione dal rischio di mortalità indipendentemente dal tipo di dieta seguita. Questo vuol dire che l’effetto protettivo della spezia risulta efficace sia in chi segue una dieta equilibrata, come quella mediterranea, sia in chi ha un regime alimentare meno sano.

I dati di questo nuovo studio confermano quelli raggiunti in studi precedenti. Una ricerca pubblicata sulla rivista Plos One da parte di un team di ricercatori dell’università del Vermont, negli Stati Uniti, ha evidenziato che il consumo abituale di peperoncino è associato a una riduzione del 13% della mortalità generale. Risultati in linea con quelli di un’indagine condotta in Cina su 500 mila persone e pubblicata sul British Medical Journal. Quest’ultima ha dimostrato una riduzione del rischio di morte di circa il 14%.I dati dello studio italiano sono di fatto superiori, ma riguardano un minor numero di persone. 

Un alimento ancora da scoprire

Il prossimo passo della ricerca è, quindi, comprendere meglio i meccanismi biochimici attraverso i quali agisce la capsaicina, ossia la sostanza responsabile della piccantezza del peperoncino. In attesa di sapere in che modo il peperoncino è in grado di allungarci la vita, possiamo continuare a mangiarlo tranquillamente.

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Andrea Carozzi

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