Pensioni, dal 2022 potrebbe esserci Quota 102

La data di scadenza di Quota 100 è fissata al 31 dicembre 2021 e attualmente il Governo sta mettendo a punto la misura che andrà a sostituirla a partire dal 2022. Sul tavolo ci sono diverse proposte ed alcune di queste stanno diventando delle ipotesi concrete, come Quota 41 e Quota 102.

In cosa consiste Quota 41

Quota 41 è una misura che terrebbe conto esclusivamente dei contributi versati dai lavoratori, che dovrebbero corrispondere a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica. Questa riforma agevolerebbe di fatto chi è entrato nel mondo del lavoro molto giovane, garantendo l’accesso alla pensione anticipata sulla base dei contributi versati. Al contempo, però, potrebbe risultare svantaggiosa per chi non ha potuto contare su di una carriera lavorativa continua come ad esempio la generazione dei millennials.

La proposta di Quota 102

L’eventuale introduzione di Quota 102, invece, porterebbe al prepensionamento dei lavoratori con 64 anni di età e con 38 anni di contributi versati. Attualmente questa misura è quella che piace di più al Governo in quanto allungherebbe di 2 anni i requisiti oggi necessari per accedere a Quota 100. Il che si tradurrebbe in un risparmio per le casse dello stato di ben 2,5 miliardi all’anno.

Non variano i requisiti per la pensione di vecchiaia 

Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, invece, a contare è soprattutto il requisito anagrafico, che per il 2020 e il 2021 rimane fisso a 67 anni. Nonostante questo, è comunque necessario rispettare anche il requisito contributivo che prevede 20 anni di contributi versati. È bene sottolineare che molto probabilmente i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia verranno modificati dopo il 2022.

Lavori usuranti e lavoratori precoci

Attualmente chi svolge un lavoro usurante può accedere alla pensione anticipata se ha accumulato 35 anni di contributi e compiuto 61 anni e 7 mesi di età. Chi, invece, rientra nella categoria dei lavoratori precoci, ossia di coloro che hanno cominciato a lavorare prima dei 19 anni, può accedere alla pensione prima di aver compiuto 60 anni a patto di aver versato 41 anni di contributi.

Andrea Carozzi

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here