La tanto discussa Quota 100 per le pensioni resterà in vigore anche nel 2021, e per il momento la riforma previdenziale è rimandata al 2022. A confermarlo è il Sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta.

Quota 100, nessun stop anticipato

Nessuno stop anticipato, quindi, per Quota 100 che sarà confermata per tutto il 2021, come previsto dal decreto 4/2019 che ha introdotto questa misura di flessibilità.

Sempre secondo Baretta, il post lockdown non è il momento ideale per mettere mano alle pensioni dando vita a una riforma dell’istituto previdenziale. Per questo motivo uno stop anticipato della misura che consente di andare in pensione al compimento dei 62 anni di età a fronte di 38 anni di contribuzione è attualmente da evitare.

Quota 100, un ripasso

La Quota 100 è entrata in vigore durante il governo giallo verde su spinta della Lega, allora alleata del Movimento 5 Stelle. La fase sperimentale della Quota 100 comprende il triennio 2019-2021 e si stima che andrà a coinvolgere 315.000 lavoratori.

Il decreto che ha sancito l’inizio della fase sperimentale ha stabilito che 62 anni rappresenta l’età minima con cui si può accedere alla pensione a patto di avere un’anzianità contributiva minima di 38 anni; da qui il nome quota 100.

La pensione con quota 100 non è cumulabile, fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

Dopo Quota 100 ci sarà Quota 41?

Una delle possibilità ventilate a più riprese dall’attuale governo PD-Movimento 5 Stelle, soprattutto prima dell’inizio della pandemia da Covid-19, è stata quella di sostituire la Quota 100 con Quota 41, ma vediamo come funziona.

Stando alle informazioni fornite nei mesi scorsi, i lavoratori per accedere a Quota 41 dovrebbero essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • Almeno 12 mesi di contributi versati, non per forza continuativi, prima del compimento dei 19 anni di età
  • 41 anni di contributi maturati (ecco perché si chiama Quota 41’)
  • Appartenenza ad una delle 5 categorie tutelate (disoccupati, invalidi, caregiver, lavori usuranti, lavori gravosi).

È dunque possibile accedere a questo tipo di pensione anticipata, indipendentemente dall’età, in quanto bisogna essere in possesso dei requisiti sopraelencati.

Inoltre per accedere a Quota 41 il lavoratore deve appartenere anche ad una delle seguenti categorie:

  • Dipendenti e autonomi con invalidità accertata pari o superiore al 74%
  • Dipendenti disoccupati a seguito di licenziamento o dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi
  • Caregiver: ossia coloro che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità.
  • Lavoratori che svolgono da almeno sei anni all’interno degli ultimi sette attività lavorative usuranti e gravose.

Andrea Carozzi

 

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