Pensioni: per l’Ocse la Quota 100 va abolita

L’Ocse non ci sta, e in un recente rapporto chiede all’Italia di cancellare la tanto discussa Quota 100 e di innalzare l’età effettiva di ritiro dal lavoro. La riforma pensionistica, varata dall’ormai superato governo Lega-Movimento 5 Stelle, permette di ritirarsi dal lavoro a 62 anni di età e con 38 anni di contributi, ma secondo il recente rapporto stilato dall’ Ocse (‘Pensions at a Glance’) l’Italia è uno dei paesi che spende di più per le pensioni, con un esborso pari al 16% del Pil: si tratta del secondo livello più alto tra tutti i paesi Ocse.

Le perplessità dell’Ocse

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha da sempre osteggiato la manovra fortemente voluta da M5S e Lega, esprimendo delle forti perplessità sui costi eccessivi di Quota 100, ribaditi anche nel rapporto presentato di recente. Allo stesso tempo, la manovra dovrebbe essere garantita anche per il prossimo anno e per il triennio 2019-2021 quando, secondo le previsioni degli ideatori, dovrebbe essere sostituita da Quota 41.

Nonostante la previsione di una revisione della manovra dopo il triennio di prova, l’Ocse ha ribadito che Quota 100 è da abolire il più presto possibile in quanto, come emerge dal rapporto: «dopo la Legge Fornero l’Italia ha fatto marcia indietro sul fronte pensionistico, introducendo una manovra che si dimostra piuttosto generosa con chi lascia il lavoro, ma che in futuro verrà pagata a caro prezzo dai più giovani».

Il rischio di andare in pensione a 71 anni

Dal rapporto “Pensions at a Glance” emerge, infatti, che i giovani che hanno cominciato a lavorare nel 2018 matureranno il diritto ad andare in pensione a 71 anni, un dato che accomuna il Bel paese ad Olanda ed Estonia e che è inferiore esclusivamente alla Danimarca, dove si andrà in pensione a 74 anni. L’Ocse suggerisce inoltre al Governo italiano di modificare le aliquote contributive dei lavoratori autonomi portandole ai livelli dei dipendenti per far sì che i loro assegni pensionistici aumentino.

Un nodo che invece riguarda chi è già andato in pensione con Quota 100 è quello relativo al TFS. Ad oggi per ottenerlo è necessario aspettare almeno sei anni. Per permettere ai pensionati di ottenere in minor tempo il TFS il governo Conte aveva pensato all’anticipo della liquidazione sulla base di un accordo con le banche che avrebbero erogato il prestito. Ma ad oggi non si hanno ancora notizie in merito.

 

Andrea Carozzi

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