Pensioni, l’intervista a Elisabetta Fatuzzo, partito dei pensionati

L’avvocato Elisabetta Fatuzzo è consigliere della Regione Lombardia e capogruppo del Partito dei Pensionati, realtà nata nel 1989 per volontà di Carlo Fatuzzo e oggi presente su tutto il territorio nazionale.

bandiere-PP

Avvocato Fatuzzo, com’è nato il Partito dei Pensionati?

Il partito nasce venticinque anni fa. Stiamo crescendo, in termini di presenza sul territorio italiano e all’interno delle istituzioni. Ci stiamo organizzando per partecipare alle prossime elezioni politiche: pensiamo che, per riuscire a ottenere dei risultati, bisogna essere presenti nella stanza dei bottoni!
Attualmente abbiamo un rappresentante nella giunta consigliare di Regione Lombardia, in passato abbiamo vinto altri seggi in Piemonte, in Friuli Venezia Giulia e nel Parlamento Europeo. Il nostro obiettivo è di entrare in grande numero all’interno del parlamento nazionale per riuscire a potare alla ribalta le questioni legate alla previdenza e al lavoro.

Qual è il vostro programma?

Il Partito dei Pensionati si pone due principali obiettivi: da una parte chiediamo la tutela del valore delle pensioni, contro le recenti riformi che hanno declassato il livello dei contributi pensionistici. Dall’altra, vogliamo tutelare i lavoratori, sia gli occupati “adulti” sia i giovani, che spesso hanno lavori saltuari e a basso reddito, che non permettono il funzionamento regolare del sistema pensionistico. Noi proponiamo un sistema più libero: qualora un lavoratore si ammali e voglia ritirarsi dal lavoro, potrà farlo, riscuotendo un ammontare di pensione in base ai contributi che ha versato fino al momento del licenziamento.

Qual è il vostro orientamento verso la legge Monti – Fornero?

Noi chiediamo l’abolizione totale della norma. È una legge punitiva nei confronti di tutti i cittadini, la peggiore riforma pensionistica che sia mai stata approvata in Italia ed Europa. Secondo noi, è una legge che ha provocato enormi danni agli italiani, uno su tutti? La questione degli esodati: uomini e donne, che non hanno né pensione né lavoro.
La nuova legge porterà, gradualmente nel giro di qualche anno, i requisiti di vecchia a settanta anni, costringendo gli italiani a lavorare per oltre quarantanni. Noi siamo contrari e stiamo organizzando una raccolta firma per indire un referendum abrogativo contro questa legge. Questa legge colpisce tutti: giovani, lavoratori e pensionati.

Redazione

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