Pensioni estere: le modifiche alla tassazione agevolata

Il decreto Crescita ha previsto una serie di modifiche per l’opzione per la tassazione agevolata al 7% per coloro che percepiscono una pensione estera e si trasferiscono spostando la residenza nei micro-comuni del Sud Italia: dura nove anni (e non più cinque), si può estendere ad altri redditi prodotti all’estero (non basta che siano di fonte estera) e viene eliminata la decadenza per chi paga le tasse in ritardo (purché lo faccia entro il saldo del periodo di imposta successivo).

Sul nuovo beneficio fiscale, introdotto dalla manovra 2019, è recentemente intervenuto il provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate (il 31 maggio).

In pratica, coloro che prendono la pensione da uno stato estero e si trasferiscono in un Comune sotto i 20 mila abitanti situato in Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, possono scegliere di pagare le tasse in Italia, con un’aliquota del 7%, che si applica anche a eventuali altri redditi esteri.

La precedente formulazione consentiva di praticare questa tassazione agevolata anche ad altri redditi “percepiti da fonte estera o prodotti all’estero”. Ora invece gli eventuali altri redditi devono essere prodotti all’estero: si tratta di una correzione che impedisce, per esempio, di applicare la tassazione agevolata a redditi prodotti in Italia ma pagati da un soggetto estero. L’opzione si esercita direttamente in dichiarazione dei redditi (non è necessario presentare alcuna domanda) e dura nove anni: altra modifica del decreto, perché la precedente norma prevedeva cinque anni.

Diventano poi meno rigide le cause di esclusione dal regime. In caso di omesso o parziale versamento delle tasse entro i termini previsti, non scatta più la decadenza e il contribuente può rimediare pagando entro la data di scadenza del saldo relativo al periodo d’imposta successivo a quello a cui l’omissione si riferisce. Si pagano, naturalmente, interessi e sanzioni previsti per il ritardato pagamento delle tasse.

Nel caso in cui entro questo termine non venga comunque saldato il tutto, gli effetti dell’opzione per la tassazione agevolata cessano automaticamente. Non solo: la revoca o la decadenza dal regime comportano l’impossibilità di esercitare nuovamente l’opzione.

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