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Pensioni, arrivano scalone e staffetta generazionale?

Nel 2021 Quota 100 subirà delle modifiche

Dal primo gennaio 2022 finirà il periodo di sperimentazione di Quota 100 e per le pensioni è previsto il (forse momentaneo) ritorno al regime Fornero: fuori dal lavoro a 67 anni di età o con 42 anni e 10 mesi di contributi ( 41 per le donne ).

Riforma delle pensioni: è necessario superare le rigidità dell’età pensionabile

Come riporta un articolo del Sole 24 Ore, una delle prime opzioni da intraprendere per riformare il sistema pensionistico potrebbe essere quella di superare le rigidità dell’età pensionabile tenendo conto che nel sistema contributivo l’età non costituisce un parametro che incide sul sistema, modulando gli assegni sulla base dell’aspettativa di vita.

La staffetta generazionale

Un’altra opzione potrebbe consistere nella staffetta generazionale. Come spiega sempre il quotidiano economico milanese, ciò significherebbe “abbinare su base volontaria un tempo parziale di un giovane con un tempo parziale di un pensionando senza penalizzazioni, prevedendo un calcolo della pensione sul maturato a tempo pieno. In tal modo si valorizzerebbe il bagaglio di esperienza dei lavoratori più anziani utilizzandolo alla formazione dei giovani e limitando il precariato delle nuove generazioni”.

Riforma delle pensioni, la proposta dell’Inps

L’ipotesi avanzata da Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, è quella di dividere la pensione in due quote, una subito e una al compimento dei 67 anni. Il sistema ipotizzato dall’Inps prevede una quota A di pensione concessa al compimento dei 62 o 63 calcolata solo sui contributi che ricadono nel sistema contributivo e una quota B da ricevere solo al compimento dei 67 anni che si somma alla quota derivante dalla quota retributiva.

Tridico ha esposto questa idea di riforma pensionistica in occasione del convegno “Pensioni, 30 anni di riforme”. L’uscita anticipata, quindi, dovrebbe essere legata a un ricalcolo interamente contributivo della pensione per garantire l’equilibrio delle casse statali, introducendo, al tempo stesso, anche agevolazioni per chi fa lavori usuranti.

Necessario rivedere il sistema della previdenza complementare

Un ulteriore tassello che secondo gli esperti andrebbe rivisto è quello della previdenza complementare un settore che, a causa di una scarsa informazione, stenta ancora a decollare.

Andrea Carozzi

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