Pensioni: alle donne 6mila euro meno degli uomini

<h2>Riprendiamo un interessante articolo redatto da Roberto Bagnoli, giornalista ed esperto in tema di assicurazione e previdenza. Il pezzo, pubblicato sul sito Io mi assicuro di cui Bagnoli è il direttore, tratta della problematiche situazione del sistema di pensionistico delle donne</h2>.

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Pensioni: alle donne 6mila euro in meno degli uomini. Vivono più a lungo, e il 16% delle over 65 ha un reddito inferiore alla soglia di povertà. E ricevono una pensione decisamente più bassa, quasi 6mila euro in meno; appena 12.840 euro rispetto ai 18.435 euro di quella degli uomini. È il preoccupante scenario della situazione pensionistica delle donne italiane, presentato al convegno Previdenza: un sostantivo femminile? nell’ambito della Giornata nazionale della previdenza e del lavoro 2014 che si è tenuta nei giorni scorsi a Milano.

L’incontro è stato organizzato da Assoprevidenza (Associazione italiana per la previdenza e l’assistenza complementare), in partnership con Oxfam Italia e Soroptimist international, due organizzazioni accreditate in sede Onu.

Secondo la relazione di Assoprevidenza (sulla base dello studio Le tendenze di medio e lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario realizzato dalla Ragioneria generale dello Stato), le aspettative di vita delle donne over 65 sono superiori di 3,4 anni a quelle degli uomini: le donne percepiranno, quindi, la pensione per un periodo più lungo di circa il 20% rispetto a un uomo, riscuotendo 6mila euro in meno degli uomini. Per effetto del sistema contributivo, a parità di condizioni, il tasso di sostituzione (rapporto fra pensione e ultima retribuzione) di un lavoratore sarà superiore a quello di una lavoratrice; nel 2060 il differenziale a favore del primo sarà del 5%.

Pensioni più basse.Il sistema pensionistico riflette le discriminazioni esistenti nel mercato del lavoro: in base ai dati Istat le donne percepiscono in media 12.840 euro lordi l’anno rispetto ai 18.435 degli uomini. Secondo lo studio The younger wife’s curse realizzato dal gruppo Allianz, attualmente in Italia il 16,1% delle donne over 65 ha un reddito inferiore alla soglia di povertà. Occorre quindi concentrare l’attenzione sulle iniziative volte a un miglioramento della partecipazione delle donne al lavoro, con particolare riferimento all’implementazione dei servizi (per la cura dei figli o dei familiari anziani) e alla conciliazione dei tempi di lavoro, per consentire un’effettiva uguaglianza in termini di opportunità.

Troppo spesso le donne tendono a sottovalutare l’aspetto previdenziale e i vantaggi di una corretta pianificazione finanziaria che permetta loro di arrivare senza affanni e con la garanzia di un reddito adeguato anche nell’estrema vecchiaia: oggi il tasso di partecipazione alla previdenza complementare delle lavoratrici italiane si attesta a solo il 25,7% (gli iscritti di sesso femminile rappresentano il 36% degli aderenti).

Serve una maggiore sensibilità e attenzione alle tematiche previdenziali in un mondo che sta cambiando atteggiamento nei confronti della vita. Secondo quanto rilevato dallo studio Security-Trust-Solidarity, realizzato dal gruppo Allianz a livello globale, il 54% degli italiani di età compresa fra i 30 e i 45 anni e il 37% fra i 60 e i 75 anni dichiara di essere molto preoccupato circa la propria situazione finanziaria dopo essere andato in pensione, e la maggior parte dei giovani teme di non riuscire a risparmiare a sufficienza per la propria vecchiaia. Qualcosa però sta cambiando, soprattutto fra le donne più giovani; fra di loro sembra diffondersi una crescente consapevolezza che la previdenza complementare rappresenta oggi l’unico strumento in grado di supplire all’assottigliamento dell’assegno pensionistico di base. Fra gli aderenti ai fondi pensione soltanto il 9% degli uomini ha meno di 35 anni, mentre tra le donne la percentuale è praticamente doppia (sfiora il 18%). Divorzi e separazioni sono in costante crescita: se nel 1995 ogni 1.000 matrimoni si registravano 158 separazioni e 80 divorzi (dati Istat), nel 2009 si arriva a 297 separazioni e 181 divorzi. Quasi una coppia sposata su due affronta quindi la separazione o divorzia, e spesso il risparmio previdenziale del marito non è sufficiente per mantenere entrambi i partner negli anni della pensione. Anche per non correre questo rischio, è stato sottolineato al convegno di Assoprevidenza, soprattutto per le donne è assolutamente necessario provvedere autonomamente al proprio futuro.

I dieci errori da evitare. Per sensibilizzare le donne sui vantaggi di una corretta pianificazione finanziaria, una garanzia di reddito adeguato e una pensione solida, Allianz ha creato un decalogo degli errori da evitare: 1) mio marito guadagna bene e può mantenere anche me; 2) non m’interessa l’argomento pensione, in qualche modo me la caverò; 3) ho appena trent’anni, ci penserò più avanti; 4) part-time e piccoli lavoretti in qualche modo mi basteranno per la pensione; 5) devo occuparmi dei figli, quindi non posso lavorare; 6) dopo la maternità non ho più pensato di rimettermi in gioco; 7) ho 55 anni, posso smettere di pagare i contributi perché la pensione arriverà presto; 8) devo occuparmi dei miei genitori anziani e malati: quest’impegno mi verrà riconosciuto; 9) la crisi finanziaria ha bruciato i risparmi di molti: non investirò mai sui mercati azionari; 10) non mi occorre molto per vivere, quindi non devo risparmiare.

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