Pensioni 2014: i nuovi requisiti di vecchiaia

63 anni e 9 mesi. Questo il requisito necessario – per il 2014 – per le lavoratrici del settore privato per accedere alla pensione di vecchiaia. 18 mesi in più rispetto al 2013: solo pochi giorni fa, ancora nel 2013, le donne avevano diritto al pensionamento per età anagrafica raggiunti i 62 anni e tre mesi.

Dal 1° gennaio 2014 entra in vigore il decreto legge n°201/2011, la cosiddetta Legge Monti – Fornero. Con questa, diventano efficaci tutti i nuovi requisiti per il pensionamento di vecchiaia delle donne che, all’inizio del 2018, saranno parificati a quelli degli uomini (pari a 66 anni e tre mesi).

Premesso che, per l’uscita da lavoro nel 2014, i requisiti di vecchiaia devono essere, comunque, accompagnati da almeno 20 anni di contributi, ecco in dettaglio le nuove regole introdotte dalla Legge Fornero.

Le lavoratrici dipendenti del settore privato potranno accedere alla pensione di vecchiaia se di almeno 63 anni e 9 mesi d’età anagrafica. Dal 2016 (fino al 31 dicembre 2017) scatterà, inoltre, un ulteriore scalino e saranno necessari 65 anni e tre mesi, ai quali aggiungere l’aumento legato alla speranza di vita. Potranno andare in pensione ancora quest’anno con “solo” 62 anni e 3 mesi le lavoratrici nate prima del 30 settembre 1951. Se si è nate a ottobre dello stesso anno l’uscita dal lavoro sarà rimandata, almeno, fino a luglio del 2015.

Dall’altra parte, le lavoratrici autonome con gestione pensionistica separata, potranno andare in pensione con almeno 64 anni e 9 mesi, con un anno in più rispetto a quanto previsto per il 2013. Per il 2016 e il 2017, invece, saranno necessari almeno 65 anni e 9 mesi, requisito al quale andrà aggiunta la speranza di vita.

I lavoratori del settore privato, per quest’anno andranno in pensione con gli stessi requisiti del 2013 (66 anni e tre mesi) che cambieranno nel 2016 con l’adeguamento alla speranza di vita.

Per i dipendenti del settore pubblico, sia uomini sia donne, restano validi i requisiti previsti per il 2013: si va in pensione ancora nel 2014 e fino al 2015 con 66 anni e tre mesi di età. Solo nel 2016, il requisito andrà adattato alla speranza di vita.

Infine, la pensione anticipata: nel 2014 gli uomini potranno andare in pensione in anticipo rispetto all’età di vecchiaia se hanno almeno 42 anni e 6 mesi di contributi versati, un mese in più di quanto previsto nel 2013. Per le donne saranno necessari almeno 41 anni e 6 mesi di contributi (un mese in più di quanto previsto nel 2013). Anche i requisiti per la pensione anticipata andranno adeguati dal 2016 all’aumento della speranza di vita.

Concludiamo con ricordare che esista una possibilità, solo per lavoratrici, per riuscire ad andare in pensione con le vecchie regole. Seppur a caro prezzo, le donne potranno uscire a 57 anni di età con 35 di contributi (58 anni se lavoratrici autonome), in via eccezionale sino al 2015, scegliendo però un trattamento pensionistico calcolato interamente con il sistema contributivo. Questo criterio, riferito alla contribuzione accumulata nell’arco dell’intera vita lavorativa, è sicuramente meno vantaggioso del sistema retributivo, riferito agli stipendi degli ultimi anni, con una perdita in termini di pensione stimato in misura pari a circa il 25-30%.

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