Pensione professionisti, al via le domande per il cumulo gratuito dei contributi

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Sono in partenza le domande a un anno dall’introduzione del cumulo gratuito dei contributi per la pensione dei professionisti. Con la firma della convenzione che sblocca le operazioni, sottoscritta a fine febbraio, Inps e AdEPP hanno raggiunto l’accordo.

Secondo le stime comunicate dall’Inps, sono circa 702.318 i professionisti interessati dal cumulo gratuito dei contributi, 70 mila dei quali hanno più di 60 anni.

Lo sblocco arriva dopo mesi di attesa successivi alla pubblicazione delle istruzioni operative Inps (circolare 140/2017) e di quelle di gran parte degli istituti previdenziali interessati.

Il cumulo pensione professionisti parte dunque per gli iscritti ai seguenti enti previdenziali: Cassa Notariato, Cassa Forense, Inarcassa (archiettti e ingegneri), Cnpadc (commercialisti), Enpav (veterinari), Enpacl (consulenti del lavoro), Enpaf (farmacisti), Enpap (psicologi), Enpapi (infermieri), Inpgi (giornalisti), Enasarco (agenti di commercio), Enpaia (impiegati dell’agricoltura), Epap (attuari, agronomi, chimici, geologi), Onaosi (assistenza orfani sanitari italiani), Enpam (medici), Enpab (biologi), Eppi (periti industriali), Cassa geometri, Cassa ragionieri.

In base alla normativa, è l’Inps a erogare le prestazioni, sulla base delle convenzioni con gli enti previdenziali dei professionisti. Ma è stato messo a punto un meccanismo per cui le casse previdenziali effettueranno un monitoraggio, facendo scattare eventuali conguagli nel caso in cui vengano rilevati errori nella quantificazione della pensione. In arrivo, c’è una procedura automatizzata che l’istituto di previdenza mette a disposizione di tutte le casse dei professionisti.

La pensione di vecchiaia in cumulo si ottiene alla maturazione del requisito più elevato fra quelli previsti dalle diverse gestioni di appartenenza, mentre per la pensione anticipata il requisito è per tutti quello previsto dalla Riforma Fornero 2011 (42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne, a cui l’anno prossimo si aggiungeranno i cinque mesi di scatto per l’adeguamento alle aspettative di vita).

Come funziona

Per il professionista è possibile chiedere il cumulo se ancora non percepisce la pensione (anche se ha già maturato il relativo diritto presso una delle gestioni previdenziali). L’operazione deve riguardare tutti i contributi versati (non si può scegliere di non far rientrare nel cumulo una parte della contribuzione).

In base alla circolare applicativa Inps 140/2017, la domanda si presenta alla cassa di ultima iscrizione: se il professionista è iscritto a più enti previdenziali, potrà scegliere quello a cui presentare la richiesta. La domanda viene lavorata utilizzando una procedura automatizzata che l’Inps metterà a disposizione delle singole casse man mano che si firmano le singole convenzioni.

Attraverso la procedura automatizzata, la cassa previdenziale che lavora la domanda acquisisce le informazioni necessarie, i dati contributivi e assicurativi, provvede alla relativa validazione, accerta il diritto e la misura della pensione, predispone un prospetto riepilogativo di dati utili per l’adozione del provvedimento, visualizza l’esito della domanda e il trattamento pensionistico spettante.

Una procedura più complessa è prevista per la pensione di vecchiaia, perché in questo caso ci sono importanti differenze, anche relative al momento in cui si matura il requisito. La regola generale prevede che il professionista possa andare in pensione quando matura il requisito più alto fra quelli previsti dai diversi enti previdenziali ai quali ha versato i contributi che chiede di cumulare. La procedura prevede che ciascun ente inserisca nella piattaforma la data di perfezionamento dei requisiti anagrafici. L’ente di ultima iscrizione aggiunge anche eventuali altri requisiti richiesti, diversi da quelli anagrafici e contributivi.

Come è noto, ogni ente inizia a liquidare la propria quota nel momento in cui si matura il diritto a pensione. Il professionista riceve tutte le comunicazioni dall’ente a cui presentato domanda, che provvede costantemente a inviare le comunicazioni anche agli altri enti coinvolti nell’operazione.

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