Pensione anticipata, chi ne ha diritto?

Pensione anticipata chi ne ha diritto

Il Ministero del Lavoro ha confermato che ben 1.889 lavoratori sono andati in pensione con un assegno medio compreso tra i 680 e i 1.080 euro e hanno utilizzato, durante i primi anni di applicazione (il triennio 2013-2015), il cumulo dei contributi.

Ma come funziona?

Il cumulo dei contributi per la pensione è un nuovo strumento messo in atto dalla Legge di Stabilità 2013 (legge 228/2012), con il quale si afferma la possibilità di agganciare la pensione di vecchiaia, quella di invalidità o il trattamento di reversibilità ai superstiti, cumulando periodi contributivi versati in gestioni previdenziali differenti, ad esempio a due o più forme di assicurazione obbligatoria di dipendenti ed autonomi.

In questo modo quindi si può raggiungere il requisito contributivo dei 20 anni necessari per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, una volta raggiunto anche il requisito di età.

Il cumulo è un istituto che diverge dalle altre possibilità che la legge prevede per forare una pensione con contributi versati in gestioni distinte, quali la ricongiunzione (spesso piuttosto onerosa) e la totalizzazione (sempre gratuita ma implicante un calcolo contributo dell’assegno, generalmente sfavorevole).

Le pensioni che sono state liquidate con il cumulo nel periodo 2013-2015 sono distribuite in maniera equa: 866 riguardano le donne e 1.023 gli uomini.

Invece, per quanto riguarda l’importo lordo medio, è pari rispettivamente a:

– 854 euro per i trattamenti di vecchiaia;

– 1.046 euro per l’inabilità;

– 682 euro per i trattamenti ai superstiti.

Il Ministero ha fornito i dati riguardanti i primi mesi del 2016 in base ai quali figurano 47 nuove pensioni liquidate nel primo bimestre dell’anno.

Ma chi è escluso dal cumulo contributi per la pensione?

Rimangono esclusi dal cumulo i soli contributi versati alle casse professionali private. Inoltre è giusto sottolineare che il cumulo non può essere applicato qualora sia già stata maturata una pensione, ossia raggiungendo autonomamente i 20 anni di contributi.

In sostanza, l’applicazione del cumulo dei contributi è possibile al raggiungimento della pensione di vecchiaia, di quella di inabilità e di quella ai superstiti, tuttavia non può mai essere utilizzato per ottenere la pensione anticipata.

Facciamo un esempio: se una lavoratrice possiede l’età per andare in pensione avendo, però, soltanto 15 anni di versamenti alla gestione obbligatoria dipendenti, e ulteriori 10 di contributi versati alla gestione separata INPS, ha diritto ad andare in pensione di vecchiaia cumulando i contributi.

Se invece la lavoratrice possiede 30 anni di contributi versati alla gestione dipendenti e 12 anni in gestione separata, non avrà la possibilità di sommarli, usufruendo del cumulo, per poter arrivare ai 41 anni e 10 mesi necessari ai fini della pensione anticipata.