Partiamo dal presupposto che i carboidrati non sono nemici della forma fisica. È ormai assodato, però, che un loro consumo eccessivo può portare ad un aumento del girovita soprattutto dopo una certa età, quando il metabolismo comincia a rallentare. Già da qualche tempo, però, nei supermercati italiani è possibile trovare una pasta che non solo non fa aumentare di peso, ma aiuta a dimagrire. Stiamo parlando della pasta shirataki.

Shirataki, la pasta non pasta dal potere saziante

Gli spaghetti shirataki hanno poco a che fare con la pasta di grano duro a cui siamo abituati ma se conditi a dovere riescono ad imitarla egregiamente. Questi si ottengono dal Konjac, una pianta asiatica altamente nutriente la cui radice viene cotta, essiccata, tritata ed impastata con acqua. Gli shirataki apportano circa 15/20 calorie ogni 100 grammi, praticamente zero. Si presentano con un sapore neutro e gradevole, senza considerare che hanno un elevato potere saziante, tanto che 30 grammi saziano come 80 grammi di pasta normale. Per approfittare di un piatto gustoso e a basso contenuto di carboidrati è necessario consumare gli shirataki con condimenti poco calorici. Si può optare per sughi a base di pomodoro fresco e basilico, oppure per pesto alla genovese.

Shirataki, come si preparano?

Gli shirataki possono essere bolliti in acqua come la pasta comune, con la differenza che non si deve rispettare nessun tempo di cottura, perché non scuociono mai. Di solito sono sufficienti 7/10 minuti per avere il prodotto pronto da condire.

I benefici

Oltre ad avere poche calorie e un ottimo potere saziante, gli shirataki sono anche ricchi di proprietà benefiche, eccone alcune:

  • Riducono il colesterolo
  • Migliorano le funzioni intestinali
  • Combattono la stipsi
  • Riducono l’apporto di calorie
  • Regolano il metabolismo
  • Aiutano a tenere sotto controllo il diabete

Come tutti gli alimenti anche gli shirataki devono essere assunti all’interno di una dieta sana ed equilibrata, in quanto un loro consumo eccessivo può provocare gonfiore addominale e flatulenza. Inoltre sono vivamente sconsigliati a tutti coloro che soffrono di occlusioni intestinali.

Andrea Carozzi

 

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