Over 65: uno su tre è una risorsa per la famiglia o la società

Quasi 1 persona su 3 (il 28%) rappresenta una risorsa per i propri familiari o per la collettività: il 19% si prende cura di congiunti, il 14% lo fa prendendosi cura di familiari o amici, con cui non vive, e il 5% partecipa ad attività di volontariato. Questa capacità/volontà è prerogativa femminile ma si riduce notevolmente con l’avanzare dell’età è minore fra le persone meno istruite o con difficoltà economiche. Nelle P.A. di Bolzano e Trento la quota di “anziano risorsa” è la più alta.

Passi d’Argento “misura” il contributo che gli ultra 65enni offrono alla società fornendo sostegno all’interno del proprio contesto familiare, e della comunità, attraverso due domande che indagano se l’intervistato nei 12 mesi precedenti abbia accudito o fornito aiuto a parenti o amici, conviventi o non conviventi. Una terza domanda raccoglie informazioni su attività di volontariato svolte a favore di anziani, bambini, persone con disabilità, presso ospedali, parrocchie, scuole o altro. Accanto a queste domande, ve ne sono altre inerenti la partecipazione a eventi sociali, come gite o soggiorni organizzati, o a corsi di formazione.

A indagare la partecipazione alla vita sociale, attraverso diversi aspetti che si intersecano tra loro, ci pensa Passi d’Argento, sistema che “misura” il contributo che gli ultra 65enni offrono alla società. L’analisi è raccolta in una nota di Epicentro, portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto superiore di sanità.

La partecipazione a eventi sociali, come gite o soggiorni organizzati o la frequentazione di corsi di formazione coinvolge poco più di 2 persone su 10: il 23% degli ultra 65enni ha partecipato a uno di questi eventi, per lo più gite e soggiorni dal momento che meno del 2% frequenta un corso di formazione (come corsi di inglese, cucina, uso del computer, o percorsi presso università della terza età).

La partecipazione a questi eventi sociali si riduce con l’età (se coinvolge 1 persona su 3 prima dei 75 anni, vede coinvolte solo 1 persona su 15 dopo gli 85 anni) e comunque coinvolge meno le persone con bassa istruzione o con difficoltà economiche, le donne meno degli uomini, le persone di cittadinanza italiana meno dei cittadini italiani. Non c’è un significativo gradiente geografico, la maggiore partecipazione sociale è nelle due P.A. di Bolzano e Trento.

Svolgere un’attività lavorativa retribuita è poco frequente (6%): è prerogativa di persone con un più alto titolo di studio residenti nel Nord del Paese.

Il concetto di “anziano-risorsa”, che l’Oms definisce già nel 1996, parte da una visione positiva della persona, in continuo sviluppo e in grado di contribuire, in ogni fase della vita, alla crescita individuale e collettiva. L’anziano “risorsa” viene identificato come colui che partecipa ad attività per mantenere la salute fisica e mentale, accrescere la qualità delle relazioni interpersonali e migliorare la qualità della propria vita, contribuendo a ridurre il livello di dipendenza dagli altri e allo stesso tempo rappresentando una risorsa per la collettività.

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