Over 50 e mondo del lavoro: discriminazioni e difficoltà

50enni tra mille difficoltà nel mondo del lavoro, mentre i giovani provano a trovare una via d’uscita all’estero. Una fotografia scattata dal report “Talenti senza età, donne e uomini over 50 e il lavoro”, realizzato dal Centro di ateneo studi e ricerche sulla famiglia dell’università Cattolica di Milano, basandosi sulla situazione di chi un lavoro ce l’ha e di chi invece lo sta cercando, analizzando le difficoltà di oltre 13 mila dipendenti di 36 imprese italiane.

Secondo l’analisi, i 50enni italiani hanno maggiori difficoltà e vengono messi da parte anche se hanno competenze e titoli: in Italia si fanno sempre meno figli, la popolazione invecchia e di conseguenza gli over 50 potrebbero diventare i nuovi giovani. Un fenomeno che riguarda in maniera ancora maggiore le donne, che già sono svantaggiate per questioni legate al genere.

Come si legge nell’analisi, “il 45,7% degli intervistati dà molto sul lavoro ma vive i momenti più problematici dai 50 anni in poi. Questi sono gli anni in cui la vita prende una strada più complessa, il 63,6% vive cambiamenti profondi che rivoluzionano l’assetto di vita e questa fascia di lavoratori, talenti ancora attivi e amanti del lavoro, sono in difficoltà”.

In base allo studio, il futuro delle imprese è soprattutto over 50, ma nonostante ciò molto talento dopo i 50 anni resta invisibile, seppellito da tanti stereotipi sull’invecchiamento. Invece le aziende che lavorano su questi stereotipi per abbatterli aumentano del 57% la probabilità di avere talenti over 50 attivi e pronti a nuove sfide lavorative. È prioritario fornire alle imprese spunti e strumenti per conoscere e valorizzare il contributo che questa fascia in crescita di lavoratori può dare loro.

Nell’analisi sono stati anche analizzati tre profili di lavoratori over 50: il 30,9% risultano talenti attivi e realizzati dal punto di vista personale, il 45,7% sono talenti attivi ma in difficoltà, dunque meno realizzati dal punto di vista professionale, il 23,4% sono talenti smarriti, caratterizzati da livelli bassi di rendimento. In sostanza, quelli in maggiore difficoltà.

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