Otto marzo tutto l’anno

mimosa

Editoriale

Lo slogan di quest’anno per l’8 marzo è l’otto marzo tutto l’anno. Direi che sono d’accordo perché non essendo una festa ma una ricorrenza di un fatto gravissimo occorso nel 1911 credo sia importante ripartire da questa data per ricordare tutto l’anno quanto accade al e nel mondo femminile.
Parto da questo mio tour in rosa ricordando quanto accaduto recentemente con la sentenza della Corte di Assise di Appello che ha quasi dimezzato, da 30 a 16 anni, la pena per l’omicidio della fidanzata, con la quale aveva una relazione da circa un mese. Ricordiamo per chi si fosse perso la notizia di questi giorni che ha fatto infuriare i social di tutta Italia, che, nella sentenza si concedono le attenuanti generiche perché l’uomo era in preda a una “tempesta emotiva”. Ora, ammettendo che a volte nelle liti si passano i confini del possibile, mi sono sentita riportare indietro di cento anni al delitto d’onore, per intenderci quello di Divorzio all’italiana film del 1961 interpretato da Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli. Qui come allora la colpa è sempre della donna che ti tradisce, ti umilia, ti deride e tu tuo malgrado di vedi costretto per ristabilire la tua supremazia o stabilità emotiva, a sopprimerla..
Se non fosse morto nessuno direi ridicolo, purtroppo con l’aumento dei femminicidi (ne sono stati registrati 69 nel 2018), non c’è molto da ridere e qui forse un atteggiamento più severo della giustizia e delle forze dell’ordine verso tutti gli abusi andrebbe ristabilito.
Non è solo l’omicidio, ultimo atto di una violenza contro le donne, ad essere incriminato. Esistono anche gli atteggiamenti sessisti che riguardano le lavoratrici madri, discriminate perché hanno figli, le impiegate, i quadri e i dirigenti donna che guadagnano anche sino al 30% in meno dei loro colleghi. L’abuso e la violenza tra le mura domestiche, lo stalking, l’abuso sulle bambine, l’abuso delle immagini della nudità del corpo femminile per stare in questa parte europea di mondo. Mentre non manca dall’altra parte del mondo la schiavitù sessuale dei minori, le spose bambine, le infibulazioni ecc. ecc.
Ogni volta che ricordo queste torture fisiche e psicologiche il cuore mi si riempie di orrore e tristezza.
E ogni volta mi ritrovo a pensare che ci vorrebbe così poco per vivere meglio, una sola parola: rispetto! Rispetto delle differenze, del sesso, del colore, dell’età, dei più deboli e della pace che dovrebbe essere il simbolo sotto cui costruire ogni nostra azione, civile, politica e economica.
Io rimango comunque ferma sulle mie convinzioni: dalla parte delle bambine, giovani, donne e vecchie sempre!!!
Buon otto marzo tutto l’anno.

Daniela Boccadoro Ameri

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