Ossa fragili? Il test ora lo fai tu. Rapido e gratis

Nel solo 2005 i ricoveri per le fratture al femore sono stati oltre 90.000, dato che considerando il progressivo invecchiamento della popolazione italiana, è destinato ad aumentare, fino a raggiungere la quota di 180.000 ricoveri entro i prossimi quarant’anni.Qualche dato per comprendere il fenomeno:

Oltre un miliardo di euro: è la spesa sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale per l’ospedalizzazione, l’intervento e la riabilitazione di questa tipologia di frattura.
3,5 milioni: è il numero di donne che in Italia soffre di fragilità ossea.
1 milione: gli uomini affetti dallo stesso disturbo.
1 su 2: sono le donne over 65 che soffrono di fragilità ossea.
Data l’incidenza del problema il SIR (Società Italiana di Reumatologia) in associazione con il SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) ha ideato un test di autodiagnosi finalizzato a definire il livello di rischio in cui la donna ha il rischio di incorrere nei successivi 10 anni e, a seconda del risultato ottenuto, verranno indicati consigli e raccomandazioni da seguire. È sufficiente collegarsi al sito www.stopallefratture.it e rispondere a qualche domanda.
Sul test e sulla sua validità si è espresso Silvano Adami, professore ordinario di reumatologia all’Università di Verona: «’lo strumento si basa su un algoritmo che consente di documentare in maniera oggettiva la gravità e il potenziale impatto dell’osteoporosi nella singola utente, stimando il rischio che ha, a 10 anni, di fratturarsi il femore o incorrere in qualsiasi frattura clinica. Certamente aver effettuato una MOC, che e’ uno degli esami di routine per porre una diagnosi di osteoporosi, consente di definire questo rischio ancora più precisamente, ma è molto importante anche la valutazione di abitudini personali, prima tra tutte la propensione al fumo.
Anche la considerazione dello stato fisico generale della donna, cioè se è molto magra, se è andata in menopausa precoce, se c’è una storia familiare di fratture o se ha patologie correlabili all’osteoporosi, quali quelle reumatiche, sono variabili importanti che condizionano il risultato finale. Mettendo a disposizione dell’intera popolazione femminile over 50 anni questo test, fruibile dal sito ”www.stop-alle-fratture.it” vogliamo contribuire a migliorare la gestione dell’osteoporosi severa, aumentando la percezione del rischio sia da parte delle pazienti, che degli altri operatori sanitari, soprattutto per arrivare ad una più tempestiva, e certa, diagnosi del problema».
g.n. – redazione@altraeta.it

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